18mq

BUON NATALE

E’ NATALE!!! ma questa mattina al posto di Gesù Bambino alle 6.25 mi ha svegliato una bella infermierina con un ago in mano che chiedeva un po’ del mio sangue… (o film dell’orrore o film hard, decidete voi) poi doccia, colazione e una bella flebo. Adesso sono le 7.40 e non so già più cosa fare.
Ovviamente i pensieri operativi vanno al lavoro, come organizzarmi da remoto, a chi delegare, come gestire il mio telefonino e decidere gli orari di apertura del mio “ufficio virtuale” (se non metto questi rischio poi di lavorare e stressarmi il doppio perché qui non c’è il “vado a casa dai miei cari e stacco la spina”, qui ci sono solo 18 mq e tempo da far trascorrere. Quindi, tralasciando quello che non ho, quello che ho sono: 18 mq, un letto, due Pc, un iPhone, la borsa dell’ufficio, un e-book che però carica solo libri in inglese, una TV, una radio, una poltrona, una cyclette, delle infermiere molto carine che fanno tutto quello che voglio, qualche momento difficile da affrontare ma soprattutto tanto, tanto tempo. Quindi come impiegare questo tempo? Sicuro migliorare il mio inglese (scontato e necessario), imparare a suonare uno strumento musicale (mi vedo già sulla copertina di Rolling Stones con “diventa il miglior chitarrista del mondo mentre è in ospedale malato di leucemia, successo garantito), un po’ di portoghese, imparare tutti i trucchi per diventare ricco sfondato nel mondo della finanza (magari facendo anche un po’ di pratica oltre che la teoria, ovviamente anche qui un super titolone ma questa volta sul Financial Times). Poi vorrei imparare bene ad elaborare le fotografie, del resto qui di fare scatti nuovi non se ne parla. Invece dalla serie cosa devo fare… devo fare il punto dei conti di casa e personali, con magari una bella pianificazione per il futuro (visto il periodo non di totale stabilità), fare un piano strategico di sviluppo del futuro della mia famiglia, diciamo da qui a 10/15 anni con un meccanismo di verifica/correzione quinquennale e poi devo/posso cercare cosa fare di nuovo per impiegare tutto il tempo che avrò a disposizione (speriamo).
Cosa particolare è come cambia il peso delle parole in queste situazioni, se prima fare una battuta costava il tempo di farla e la speranza che facesse almeno ridere, adesso mi sembra che tutto debba riportare a quello che sta succedendo e che li deve fare riferimento. Per esempio questa mattina l’infermiera mentre mi prelevava il sangue mi ha detto “mi dispiace che tu debba passare il Natale in ospedale” e cosa ho risposto? Beh, ho risposto con un “ma l’importate è poter fare a case il prossimo!”, in quel momento mi sembrava la cosa giusta da dire ma adesso pensandoci bene sarebbe stato sufficiente un “grazie, siamo comunque in due a passare il Natale qui” o qualcosa del genere…
Per evitare la formazione di afte o mughetto in bocca devo farmi degli sciacqui ogni 2 o 3 ore con un collutorio, bene ho appena fatto la calzate del secolo, cosa? Ho bevuto il caffè qualche minuto dopo essermi sciacquato la bocca, disgustoso e soprattutto mi sono rovinato il rito del cafferino delle 8!
Ieri mi sono tagliato il pizzetto dopo più di 10 mesi ma come ben sapete lo tenevo non per me ma come buon auspicio per la gravidanza della Smurfetta, prima o poi pubblicheremo anche le foto.

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