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ATTACCATO A UN FILO

chiariamo subito, niente romanticismi del tipo “attaccato al filo della speranza” o drammaticherie del tipo “attaccato al filo sottile della vita”. Io parlo di un tubo del cavolo, lungo un paio di metri che mi attacca alle varie flebo/trasfusioni che mi fanno durante il giorno. E infondo a sto tubo c’è anche il famoso “bastone di Mosè”. Ci sono dei momenti che prenderei tubo e bastone e giù dalla finestra, fortunatamente per loro è chiusa a chiave e quindi mi tengo. Ma pensate per ogni movimento che faccio devo anche calcolare il coefficiente logaritmico dello spostamento del tubo per verificare se è necessario e di quanto anche uno spostamento del bastone di Mosè. Mi sembra di avere un cagnolino, dove vado io dietro c’è anche lui. E non vi dico in bagno per lavarsi che casino.

2 commenti su “ATTACCATO A UN FILO

  1. Alessandro ciao,

    vedo che i tuoi pargoli crescono e lavorano con “piacere e buona volontà” nella neve.(Dai, tanto poi c'è la Lavatrice).
    Cazzarola! (scusa il parolone volgare) ma il più “grande” ti assomiglia in modo…vergognoso.

    Alessandro, per adesso ti saluto; ti ho lanciato questi due miei primi flash (almeno ho rotto il ghiaccio).

    Alla prossima, Ciao Luca.

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  2. Scusa Alessandro,
    mi spieghi che cavolo è il bastone di Mosè?
    Giuseppe

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