18mq

DOMENICA DI NOIA

Aspetti per tutta la settimana che arrivi la domenica e quando arriva non vedi l’ora che finisca. I contro sensi della vita. Per essere domenica, la mia è iniziata molto presto infatti alle 6.00 quando sono venuti a farmi il prelievo quotidiano mi è balzata in mente la malsana idea che forse a quell’ora la pressione della doccia sarebbe stata maggiore visto che in pochissimi stavano usando l’acqua. Normalmente dalla doccia della camera esce un rigolino d’acqua che lavarsi è un supplizio. Comunque presa la decisione ho chiesto di scocciarmi, procedura che prevede che mi stacchino dalla flebo e mi mettano una specie di pellicola trasparente tipo domopac ma adesiva sopra il CVC (nota dell’autore: per chi se lo fosse perso è quel tubicino che mi entra nel petto che usiamo per le flebo, prelievi e soprattutto per la chemio).
Ho iniziato la doccia e c’era più acqua del solito ma non arrivava quella calda… comunque dopo quasi dieci minuti di attesa è iniziata finalmente ad arrivare tiepida e alla fine era calda.
Evidenzio che non dovete immaginarvi la doccia di questa camera come una doccia normale, sarebbe troppo facile e bello. Qui tutti i rubinetti hanno un filtro per sterilizzare anche l’acqua e quindi la doccia non è appesa al muro ma è a penzoloni e per lavarsi bisogna tener il filtro in alto con una mano e lavarsi con l’altra. Mi sono lavato tutto il corpo e poi… mi sono lavato la testa e li la solita scena dei caduti per la causa.
Finita la doccia mi sono dovuto passare la crema idratante perchè ha causa del sistema di filtraggio l’aria è molto secca e quindi mi sto spelando tutto e i medici mi hanno obbligato a “prendermi cure del mio corpo”. Dopo quasi quaranta minuti sono uscito dal bagno, credo di aver fatto il record di maggior permanenza in un bagno della mia vita.
Erano le 7, cosa fare cosa non fare, mi sono messo a leggere. Era troppo tardi per farmi un pisolino perchè alle 7.15/7.30 sarebbe arrivata la colazione. Il momento più bello della giornata con il mio caffellatte e biscotti!
Comunque cosi è iniziata la mia giornata che poi è stata riepita da: la pulizia della camera, il rifacimento del letto, la visita del medico, la visita di quella santa donna di mia mamma che non mi vedeva da 2 settimane, la settimana enigmistica, il pranzo, la pulizia della camera, la vista di Yara, la lettura, un po’ di internet, la radio. Sembrano tante cose ma fra l’una e l’altra di queste cose c’è stata tanta, tanta noia.
Adesso sono le 18.45 e fra poco mi porteranno la cena, se mi impegno fra una cosa e l’altra riuscirò ad arrivare alle 20 per quando mi porteranno la camomilla e poi? Guado la tele? Forse questa sera c’è Dr House, ma se non sbaglio lo hanno spostato al lunedì. No, leggo. Però oggi ho già letto tanto e mi fanno male gli occhi, questa cavolo di luce al neon. Allora… faccio la settimana enigmistica, si ma se poi la finisco questa sera poi cosa faccio fino a sabato prossimo? Cerco di dormire che sono stanco, ma se poi mi addormento troppo presto rischio di svegliarmi questa notte e allora menate notturne, ed è proprio meglio di no. Wii? Troppa fatica. Quasi quasi mi faccio un bel tatuaggio sulla crapa pelata! Cavolo mi mancano gli attrezzi.
Ho deciso, mi metterò li sulla poltrona e mi farò assalire dalla noia più profonda, quella del “mal di vivere”, mi farò avvolgere, imparerò a conoscerla e cercherò di imprimere nella mia mente tutte le sensazioni sgradevoli che percepirò in modo che un giorno quando tornato alla vita frenetica di sempre potrò apprezzare meglio il non avere un minuto per annoiarmi!

6 commenti su “DOMENICA DI NOIA

  1. Anche Lurisia oggi era immersa nella noia … della nebbia.Bruno è andato a trovare tuo papà nella palestra delle Terme. Gli ha fatto molto piacere vedere che con la determinatezza tipica degli Invernizzi ha fatto molti miglioramenti.Buona notte…si fa per dire!Maura e Bruno

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  2. Ciao Ale,visto che non sai cosa fare,ti diamo noi un'incombenza;impara a memomria questa poesia:
    HO SEMPRE CONTINUTO A SALIRE
    Figlio,ti dirò
    che la mia vita
    non è stata una scala di cristallo,
    ma una scala di legno tarlata
    con dentro i chiodi e piena di schegge
    e gradini smossi e sconnessi
    e luoghi squallidi
    senza tappeti in terra.
    Ma sempre ho continuato a salire,
    e ho raggiunto le porte
    ed ho voltato gli angoli di strade
    e qualche volta mi sono trovato nel buio
    buio nero dove mai è stata luce….
    Così ti dico, ragazzo mio
    di non tornare indietro
    di non soffermarti sulla scala
    perchè penoso è il cammino,
    di non cedere ora.
    Vedi,io continuo a salire….
    E la mia vita non è stata una scala di cristallo
    ( Langston Hugues )

    Bacione. Zii ENGIO
    Ps. Sarai interrogato alla prima occasione

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  3. lo dicevo io che in realtà sei in una beauty farm..messaggio energeticooooo!!!
    suggerimento: scrivi la tua biografia, un libro vero da pubblicare, poi ne compro una copia con dedica naturalmente 🙂
    Simona

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  4. bella idea quella di Simona,
    se vuoi posso darti una mano a scrivere un capitolo sul tappetino di Borgo Pretale
    Ciao
    Giuseppe

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  5. …posto qui perchè nel blog del naso sarebbe stato troppo!
    Ho un paio di pensieri su cui dovresti meditare mentre ti annoi:
    PENSIERO 1
    “Antonia, venuta da me per una consultazione, era affetta da leucemia acuta. Ignoravo completamente che cosa potesse causare una leucemia acuta, tuttavia dai miei studi di patologia sapevo che si trattava di una proliferazione di globuli bianchi immaturi. Di solito i globuli bianchi hanno un ruolo di difesa, pertanto indirizzai il mio questionario in questo senso: Antonia aveva avuto la sensazione di dover combattere? Ne aveva abbastanza di lottare per non sentirsi perdente? Era esattamente questo. Liberando questo sentimento di sconforto, cercando delle soluzioni che lei non aveva considerato ma che si rivelarono molto favorevoli, guarì dalla leucemia e recuperò la sua salute”.
    PENSIERO 2
    “Quando si vuole sfuggire ad una situazione che comporta una lezione importante per la nostra evoluzione, la malattia può obbligarci ad affrontarla”.
    PENSIERO 3
    «La sofferenza è un correttivo che mette in luce la lezione che non avremmo compreso con altri mezzi, e non può essere eliminata fino a quando quella lezione non è stata imparata».
    Dottor Edward Bach

    Lo so che è dura…ma pensaci!
    Bacio, Sil

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  6. Noi invece abbiamo avuto la brillante idea di portare Sofia al parchetto giochi: temperatura 3 gradi Centigradi e nessun bimbo nel giro di un miglio…risultato: oggi Sofia a casa con 38,5 di febbre…che genitori…Baci Cla

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