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SIAMO TUTTI DEI PESCI

Questo post in risposta al commento di Massimo. E’ inutile negarlo, siamo tutti dei pesci. Da dove veniamo? Arriviamo tutto da quel famoso organismo monogellulare che una cometa di passaggio trilioni di anni fa ha lasciato sulla terra e che per sopravvivere si è rifugiato infondo al mare. Infondo al mare perchè li era protetto dai raggi incandescenti del sole, l’acqua è stata la sua culla e lo ha protetto. Li lui ha potuto iniziare il suo lungo viaggio dell’evoluzione. Adesso parte di quell’organismo mono-cellulare è qui che sta battendo su questa tastiera. Dentro di me, dentro di voi, dentro tutti gli esseri viventi c’è ancora lo spirito di quel nostro antenato, cosi lontano nel tempo ma cosi importante per tutto. E la prima sua grande sfida è stata quella di dover iniziare a nuotare, perchè solo le cose che si muovono vivono e si evolvono. La grande sfida del nuotare è ancora ben viva dentro le nostre ossa, i nostri muscoli e la nostra mente. Nuotare è una sfida che coinvolge tutto il nostro essere. Il corpo, la mente e soprattutto il cuore. Da quella grande sfida dobbiamo imparare che l’obiettivo non è arrivare da qualche parte, l’obiettivo è muoversi, dimostrare di essere vivi e di essere bravi pesci.

2 commenti su “SIAMO TUTTI DEI PESCI

  1. …d'accordissimo, caro Biscardi (monogellulare?!). Ma se poi abbiamo anche un qualsivoglia lontanissimo lembo di terra da raggiungere è ancora meglio.
    Adesso ti racconto un po' di cronaca da qui.
    Questa notte non ho dormito. Motivo: vegliavo. Premessa: è qualche mese che dalle nostre parti (via Crivellino) una notte si ed una no, tentano di entrare nelle case. Hanno tentato anche da noi una quindicina di notti fa. Hanno scavalcato la rete di confine tra noi e il cantiere ma quando hanno appoggiato il piede sulla macchina del burro del nonno, questa è caduta svegliando il cane che – immagino – deve aver fatto un casino tale da far desistere il malintenzionato. Sta di fatto che io veglio.
    Veglio su, nell'ordine:
    – badante peruviana di kg 32 per metri 1,45 che ha già comunicato che, essendo quella che dorme più vicina al cancello, alla prima avvisaglia di pericolo, fuggirà senza voltarsi;
    – baldo giovane di anni 68 con postumi di ictus il quale, anche quando di anni ne aveva 35 non si è mai distinto per la probità ed il coraggio salvo aver spaventato una notte (notte è una parola grossa, erano al max le 22,30) tutto il Tennis Boschetto, scendendo in canottiera – esclusivamente canottiera – a controllare che non ti avessero ciulato la moto;
    – baldanzosissima amazzone di anni indefiniti armata di una vasta serie di cucchiai di legno dei quali, detto fra noi, potrebbe fare a meno, se decidesse di affrontare i malviventi struccata ma siccome questo NON AVVERRA' MAI, sarebbe operativa dopo circa un quarto d'ora dall'intrusione;
    – bambina di anni 12 totalmente dedita alla cura di se stessa, dei suoi capelli, del suo look la quale dorme appiccicata alla sottoscritta che, in caso di allarme, se la troverebbe avvinghiata alle gambe impedendole di praticare la mossa per cui è famosissima in tutto l'emisfero occidentale: l'opossum quyen. L'Era Glaciale docet;
    – a seguire cane femmina di kg 20 e gatta femmina di kg, anzi etti 500.
    Così mentre vegliavo facevo il suddetto elenco e man mano che scorrevo le falangi del mio esercito mi sentivo, non so perchè, scoraggiata. Per cui ho deciso di scriverlo a computer, di plastificarlo e di usarlo come dispositivo anti- intrusione appendendolo lungo la rete e sul cancello.
    Confido nel grado di compassione dei malviventi…
    Bacissimo, Sil (Comandante in capo dell'armata Brancaleone)

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  2. Hai ragione : fondamentale è muoversi. Muoversi bene, con efficacia natatoria e con decisione. E direi anche muoversi bene insieme. Tornando al tema evolutivo siamo diventati esseri pluricellulari cioè sistemi biologici complessi che dimostrano la peculiarità dell’insieme-sistema : il totale è molto di più della semplice somma dei singoli componenti. In questo senso nella sfida tutta personale del nuotare nel mare della vita ritroviamo però anche l’importanza della famiglia, degli amici, dei compagni di viaggio. Se si condivide l’allenamento si acquisisce più resistenza , l’uno tira l’altro a turno. E comunque, è opportuno ripetercelo, la braccia le gambe la tecnica dobbiamo metterle noi. (Con un occhio all’orizzonte)
    Braccia e gambe ragazzi!

    Massimo

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