18mq

PAGINE DI UN LIBRO

Quando ero piccolo la sera dell’ultimo dell’anno durante il cenone mio padre mi raccontava una storia. Mi raccontava la storia dell’anno passato che incontrava l’anno nuovo. Mi raccontava che l’anno passato era vestito con una tunica fino ai piedi sporca e logora. L’anno passato aveva i capelli e la barba lunghi e bianchi. Camminava con fatica e aveva il bastone. Era molto, molto stanco perchè era stato l’anno in corso per 12 mesi e aveva fatto un sacco di cose. Invece l’anno nuovo era un giovane ben vestito, tutto baldanzoso che si avvicinava saltellando. I due anni a mezzanotte precisa si incrociavano sfiorandosi. Si guardavano negli occhi per un istante senza dirsi niente e poi proseguivano per la loro strada. L’anno passato verso il posto dei ricordi dove c’erano ad aspettarlo tutti gli altri anni passati e l’anno nuovo invece iniziava il suo lavoro. Iniziava ad essere il protagonista, pieno di speranze e buoni propositi. Questa storia mi piaceva tantissimo, gli chiedevo di raccontarmela mille e mille volte. Mi piaceva immaginare questa figura di anziano saggio che pieno di esperienza e cose fatte lasciava spazio all’anno nuovo, andando a prendere il suo fra gli altri saggi anni passati. Per molti anni è stata la mia immagine del tempo che passa. Cosi anche il Febbraio 2010 è arrivato, ha fatto il suo dovere e ieri è andato. Da ieri sera è diventato memoria e ha lasciato posto per questo nuovo Marzo 2010. Il mese della primavera. Il mio è stato un Febbraio molto strano. Sono entrato in ospedale il 1° e ieri alle 23.59.59 ero ancora qui. Ogni istante del mese nei 18 mq, tolte le prime sette ore. Nonostante questo la mia vita fuori da questi 18 mq è continuata, mia moglie ha continuato ad amarmi e a crescere i nostri figli. I nostri figli a fare nuove esperienze e nuovi passi nella vita. Le aziende a fare fatturato. Io non c’ero ma il film della mia vita ha continuato ad essere proiettato su tutti gli schermi. Un bella cosa vero? Ma c’è un piccolo particolare che mi lascia molto stranito. Il Febbraio 2010 non mi ha lasciato ricordi, immagini, sensazioni. Mi ha lasciato solo storie raccontate e fotografie scattate da altri. Il mio mese di Febbraio 2010 non andrà a sedersi insieme agli altri mesi passati per essere li pieno di ricordi da consultare quando ne avrò voglia. Febbraio 2010 è andato. Tutto quello che ho vissuto nei 18 mq è stata la mia realtà ma non la mia vita. Quello che mi succede qui dentro è una cosa diversa dalla vita. Farà sempre parte di me ma non sarà la mia vita. E’ come quando si legge un bel libro, ci si lascia prendere e ci si immedesima nel protagonista. Mentre si legge, la realtà del protagonista è la nostra realtà ma quando si arriva all’ultima pagina e poi si chiude il libro quella non diventa la nostra vita. Il ricordo delle parole del libro ci saranno sempre, magari leggendo ne avremo tratto anche qualche insegnamento. Ma la storia narrata non sarà mai la nostra vita. Con un libro possiamo immaginare di andare su un pianeta sconosciuto, possiamo immaginare di camminare sul fondo del mare. Leggendo un libro la nostra mente ci permette di immaginare di fare cose che non ci permetterebbe di fare nella vita reale. E cosi è qui nei 18 mq. Non posso pensare che nella mia vita reale possa stare due mesi lontano dai miei figli, non possa dormire con mia moglie o semplicemente farmi illuminare direttamente dal sole. Scrivo questi post dal primo giorno proprio per dare pagine a questo libro che sto leggendo su di me ma che non sarà mai la mia vita.

INTEGRAZIONE
Faccio subito questa integrazione in risposta al commento di Lucia. Per rendere il post più chiaro devo precisare cosa intendo con “la mia vita”. La mia vita è la serie di istanti della realtà che ho deciso che ne debbano fare parte. Libero arbitrio. E’ fondamentale distinguere il concetto di realtà da quello di propria vita. La realtà è il flusso di eventi che ci si presentano nel cammino dalla nostra nascita alla nostra morte. La nostra vita è la selezione di quelli più significativi e più importanti. Selezione normalmente inconscia. Noi viviamo istante dopo istante e selezioniamo inconsciamente quali ricordare e fare nostri e quali no. E’ fisicamente impossibile per l’uomo memorizzare ogni istante dal concepimento/nascita (qui dipende dalle vostre credenze), fino alla morte. Attualmente non ne abbiamo le capacità mentali. Qualcuno sostiene che in realtà il nostro inconscio registrate tutto e che sotto ipnosi ci si può ricordare istante per istante. Io non lo credo perchè la nostra realtà non è un film con un video e un sonoro dove si può fare avanti, indietro e fermo immagine. La nostra realtà è qualcosa di molto più complesso e profondo che viviamo con i nostri 5 sensi ma elaboriamo con la nostra mente e soprattutto con le nostre sensazioni ed emozioni. Vi faccio un esempio. La prima volta che facciamo una strada, ad esempio quella per andare in un posto di villeggiatura, ci sembra sempre lunga e stancante. E’ la prima volta e quindi dobbiamo stare ben attenti alle indicazioni per non perderci, non conosciamo le curve, gli incroci e ogni paesaggio è nuovo. Già il ritorno ci sembra più breve. La quarta volta che facciamo quella strada quasi non ce ne accorgiamo e ci sembra di arrivare in un baleno. Ovviamente salvo il traffico. La prima volta è stata una nuova esperienza, la nostra mente incamerava le nuove informazioni le confrontava con quelle già presenti negli archivi e in tempo reale dava le indicazioni per proseguire. Un processo lungo e faticoso. Le altre volte era solo rivivere un’esperienza già fatta. Mentalmente molto più facile e meno faticoso. Questo per dimostrare che la nostra mente non vive tutta la realtà nello stesso modo, alcune cose decide di farle sue e altre di non considerarle. Io ho solo aggiunto a questo il libero arbitrio di decidere quali inserire nella mia vita e quali no. Questo è il risultato di anni di analista (falso ma da credibilità). La possibilità di scegliere cosa far rientrare nella propria vita e cosa no ci permette di mantenere un equilibrio anche nei momenti più sconcertanti e difficili. Come quello che sto passando io. Quindi ribadisco che febbraio non mi ha lasciato ricordi della mia vita. Ricordi della realtà si ma non della “mia vita”.

2 commenti su “PAGINE DI UN LIBRO

  1. Anonimo

    Ciao Ale,sono Lucia!
    Mi spiace contraddirti,forse mi tirerò dietro l'ira di tutti qui nel blog,ma io voglio dirti una cosa.
    Questa Tua realtà è la Tua vita e devi volerle bene,non odiarla e quando tutto sarà finito te ne ricorderai perchè sì,te ne ricorderai…ora queste mie parole ti sembrano assurde ma,spero che un domani mi dirai come sarà andata.
    La nostra vita è fatta di tante cose,alcune belle e altre brutte e senza tutti i componenti non ci sarebbe la Vita.
    Accetta e accogli!vedrai che la felicità ti sembrerà poi,ancora più bella.
    Medita non solo su quello che ti ha tolto la leucemia,ma anche su quello che ti sta dando.
    Sorridi come dici,piangi quando ne sentirai la necessità e ricorda le cose più belle che hai;Viviti questi momenti!

    Al mio caro Amico!
    Lucia

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  2. Anonimo

    Pagine di una partita

    Vediamo di mettere d’accordo Alessandro e Lucia
    Noi tutti seguiamo la tua vicenda sul blog ( e leggendo ciò che scrivi io ho preso a volerti bene al di là dei nostri già ottimi rapporti professionali ). Possiamo solo lontanamente immaginare tutti i momenti che hai passato nella navicella. Possiamo solo lontanamente sentire tutti i colpi sulla tua pelle e le mille difficoltà che risparmi di riferirci.
    Tutti motivi validi per concludere che questo non fa parte della tua vita.
    Ma stai giocando una partita importante della tua vita e tutto questo ne fa parte.
    Di una partita si ricordano generalmente i goal, le mete raggiunte, che poi sono quelle che contano per il risultato finale, e sono proprio le gare più sofferte quelle che rimangono stampate nella memoria.
    Io ti posso dire alcuni motivi che a mio parere rendono la tua partita memorabile:

    37° minuto “Risolleviamoci il morale” – contropiede gastronomico da manuale, concluso con il salato della pizza bianca che si mescola col dolce del prosciutto e della mozzarella e la farina bianca che ti sporca le labbra- Fantastico!
    39° minuto “Pura chimica”- goal di rapina con la punta gazzosa del piede in mezzo alle gambe della chimica farmaceutica –
    54° minuto “Due facce e una scelta” – spettacolare goal di testa in elevazione su tutte le negatività –
    55° minuto “una storia per due amici speciali”- assist da favola a smarcare ben due giocatori sotto rete
    57° minuto “Sorridere” – finta di corpo e il portiere della sfiducia da una parte e la palla che si insacca dall’altra

    Queste sono solo alcune delle giocate che mi hanno colpito
    E poi altre cose nella condotta di gara : la resistenza nello sforzo, lo scatto e il coraggio nello scontro, le ripartenze ………

    C’è chi dice che nello sport l’importante è partecipare
    C’è chi dice che solo vincere è importante
    C’è chi dice (io sono fra questi) che l’importante è lottare per vincere

    Quando senti che questa non è la tua vita, hai ragione. Ma ricorda che in questa partita stai facendo grandi giocate.
    Noi non possiamo far altro che tifare a squarciagola il nostro campione.

    Massimo

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