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COLPITO E AFFONDATO

H-1, colpita e affondata l’ultima corazzata. Adesso rimane un solo piccolo MAS da 2 punti. Il colpo che ha affondato la mia ultima difesa è stato il ricovero di Kiki in ospedale. Era qualche giorno che non stava bene. Tosse, raffreddore e continui pianti. Martedì prima visita dal pediatra: niente di grave, solo un po’ la gola arrossata. Giovedì sera seconda visita, la situazione è nettamente peggiorata. Otite con il timpano destro perforato. Ieri mattina, terza visita dal pediatra. Situazione fuori controllo, dobbiamo portare subito Kiki in ospedale. Il sintomo peggiore che è sempre stato alla base del suo malessere e delle nostre preoccupazioni è un forte arrossamento della pelle. Come una fortissima scottatura da sole. A noi sembrava una reazione allergica, ma non c’erano stati cambiamenti nell’alimentazione di Kiki e non le avevamo dato nessuna medicina o altro di nuovo per poterla giustificare. Adesso è ricoverata in attesa di accertamenti, fortunatamente la situazione sembra sotto controllo e in fase di stabilità. Il sospetto è di una sindrome chiamata Stevens-Johnson. I sintomi sono quelli che ha Kiki, nelle migliori delle ipotesi dovrebbe passare il tutti nel giro di una settimana. Nella peggiore delle ipotesi c’è il ricovero in un centro grandi ustionati fino a quattro/sei settimane. E’ una sindrome molto rara che qui a Cuneo non hanno mai visto. Abbiamo letto in internet che una delle possibili cause è una reazione ai vaccini, che Kiki ha fatto settimana scorsa. In ospedale però non confermano la nostra ipotesi. Ieri è stata una giornata iniziata molto presto. Prima il dentista. Mi era saltata una capsula che dovevo assolutamente sistemare prima del trapianto. Poi in reparto di ematologia per i prelievi, alle 11.30 esame spirometrico nella sede distaccata dell’ospedale e poi ritorno in reparto per la visita con il medico. Il tutto condito da un tamponamento alla macchina in fase di parcheggio, il traffico era un casino a causa dello sciopero generale, e dalla rottura degli occhiali da sole “semi nuovi”. Verso le 12.20 è però arrivata la telefonata che non avrei mai voluto ricevere. Yara mi annunciava che la pediatra non sapeva più cosa dire e quindi stava arrivando in ospedale per far visitare Kiki nel reparto di pediatria. Io e Yara siamo arrivati in pediatria contemporaneamente. Ci hanno ricevuto subito e da subito la situazione si è dimostrata grave. Non riuscivano a capire che cosa potesse avere Kiki. A visitarla è stato il primario. Il colpo più duro è stato quando hanno cercato di metterle la flebo. Tre persone accanite sulla piccola Kiki disperata dal pianto e dalla sofferenza. Non riuscivano a trovare la vena quindi la cosa è durata tantissimo. Io e Yara ci guardavamo ogni tanto negli occhi. Sguardi disperati e di impotenza. Non c’erano parole. Il primario voleva a tutti i costi che io lasciassi il reparto visto il gran numero di bambini infetti da malattie contagiose. Ma io come potevo lasciare sole le mie due donne in un momento così? Yara mi diceva da andare ma con la disperazione negli occhi, mentre Kiki urlava sul lettino. Alla fine sono riusciti a metterle la flebo e hanno spostato Yara e Kiki in una camera. Appena sono uscito dal reparto mi è caduto il mondo addosso e ho iniziato a piangere. Quelle lacrime che non trovavo per me, le ho trovate per Kiki. Ho iniziato a piangere e non riuscivo più a smettere. Perchè Kiki? Perchè la cosa più innocente della mia vita? Non c’è risposta. Io sono pronto a soffrire per me, fatemi qualsiasi cosa. Ma non sono pronto per veder soffrire qualcuno d’altro della mia famiglia, soprattutto i miei figli. Ho imprecato, mi sono disperato, ho cercato una risposta. Ma niente. Solo lacrime. Il dolore più forte era nella consapevolezza di non aver la forza per poter aiutare Yara che già ha sofferto cosi tanto. Ero inutile e in più un problema. In questi casi il marito, il padre dovrebbe essere il punto di riferimento. Invece io sono crollato. Sono arrivato a casa e Xandre dormiva ancora. Mi sono sdraiato a letto e ho continuato a piangere. Poi Xandre si è svegliato ed è venuto in camere a risollevarmi il morale. La sua gioia e serenità mi hanno ridato la lucidità che avevo perso. Adesso Kiki è stabile, per noi è già una bella notizia. La forza di Yara mi stupisce ogni giorno che passa. Nonostante tutto è sempre lei che tiene il timone e cerca il lato positivo delle cose. La sua forza è infinita. E’ la forza di donna e di mamma. Mentre io sono affondato.

Un commento su “COLPITO E AFFONDATO

  1. Ho appena sentito Yara e per fortuna Kiki ora sta meglio. Capisco il terrore, la disperazione quando il tuo bimbo finisce in ospedale e tu sei impotente e puoi solo stare a guardare. I giorni trascorsi ricoverata in ospedale con Mia dopo il suo incidente rimangono tra i peggiori ricordi che io abbia. E capisco la gioia che avete provato quando Kiki ha ricominciato a sorridere…cento chili che scivolano via dalle spalle. Piangere fa bene e siete entrambe due persone piene di forza e positività. Ammirevoli, davvero. Un fortissimo abbraccio
    Fiona

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