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IL VECCHIO ABITO

Ore 0.15, eccomi finalmente a letto dopo una intensa giornata. Sono appena tornato dall’ospedale dove ho passato la serata con Kiki e Yara. La situazione di Kiki è ancora molto precaria. Nonostante i sorrisetti e i suoi urletti che ci fanno ben sperare, la sua pelle è ancora molto preoccupante. Ieri sembrava in netto miglioramento ma oggi ha iniziato a squamarsi su tutto il corpo, il medico vuole continuare a tenerla ricoverata per avere la situazione sempre sotto controllo soprattutto per evitare infezioni cutanee. Vederla stringe ancora il cuore, forse ancora di più. Questa mattina sono tornato in ufficio dopo quasi tre mesi di assenza. Nei giorni scorsi mi ero immaginato in modo molto passionale il viaggio verso Lurisia e l’entrata in ufficio. Mi ero immaginato di rivivere quei momenti del 23 in cui ho fatto velocemente la borsa per andare subito in ospedale dove il medico dell’ematologia mi stava aspettando. L’ultimo istante della mia vecchia vita l’ho vissuto proprio li, nel mio ufficio. Nel mio ufficio si è interrotta una linea lunga 38 anni. Invece senza quasi accorgermene mi sono trovato seduto alla scrivani come se fosse la cosa più normale al mondo. Niente momenti struggenti e pianti. Gli ultimi tre mesi totalmente cancellati. Tutto come prima. Mi sono fermato a riflettere, ero quasi spaventato e deluso. Tanta sofferenza, tanta paura e voglia di rivedere tutta l’impostazione della mia vita e poi seduto alla mia scrivania tutto è tornato come prima. Ovviamente è stata più una visita di rappresentanza che ore di lavoro. Prima di poter riprendere il ritmo e l’operatività vera ci vorrà un po’ di tempo, soprattutto visto il fatto che devo ancora fare il terzo giro di giostra. Forse è proprio questo: fino a quando non finirà tutto non potrò veramente cambiare la mia vita. Adesso è come se fossi dal sarto per la prova di un nuovo abito. Lo indosso, so che sarà l’abito che userò abitualmente fra qualche settimana ma per ora non è ancora il mio abito. Il mio abito è quello appeso nel camerino, l’abito vecchio. So che non è più un abito alla moda, che ha i gomiti lisi e i pantaloni non tengono più la piega. E’ un abito che voglio cambiare ma con lui mi sento a mio agio. E’ il mio abito. So anche che le prima volte che indosserò quello nuovo mi sentirò impacciato e che ci vorrà qualche giorno prima di dimenticami di indossarlo. Lo sentirò estraneo a me. Ci vorrà del tempo prima che l’abito nuovo diventi il mio abito. Dal 23 dicembre tutto è stato fuori dalla mia normalità. Anche i giorni qui a casa non sono parte della mia normalità, in passato non mi è mai capitato di stare a casa con l’ufficio aperto senza essere a letto con la febbre. Per non parlare del fatto di avere Kiki, una cosa cosi importate che prima del 23 dicembre non era ancora entrata nella mia normalità. Sedermi alla mia scrivania è stato il primo atto della mia vecchia vita dal 24 dicembre. Essere li è stato come indossare nuovamente l’abito lasciato appeso nel camerino per tre mesi.

3 commenti su “IL VECCHIO ABITO

  1. ATTENZIONE, Ale NON TORNARE INDIETRO!
    Il tuo vecchio abito è quello che ti ha infettato, che ti ha quasi ucciso. Certo, molto facile rinfilarlo sentendo quella sottile nostalgia. Anche normalissimo, se vuoi ma tieni ben presente che lo stai solo riprovando per vedere come ti sta…e ti stava veramente bene, credimi! Ti cadeva a pennello come una seconda pelle, era di un colore incredibile che ti donava al viso. Ah quanti ricordi legati a quel vestito! Lo indossavi quando hai conosciuto la tua donna, l'amore della tua vita. Lo indossavi anche quando hai avuto i più grandi successi: un figlio, la laurea, ecc. Ma ecco, per quanto malinconico e nostalgico sia indossarlo…E' QUEL VESTITO CHE TI HA AVVELENATO!!!! Appendilo nell'armadio, per favore e pensa a quello nuovo che ti sta bene, forse meglio di quello vecchio. E' più adatto ai tempi che dovranno venire, è più indicato a proteggerti dal freddo, a ripararti dal vento. E soprattutto è ancora integro. Poco alla volta ti abituerai ad indossarlo e diventerà la tua seconda pelle e, quando aprirai l'armadio, guarderai quello vecchio un poco alla volta con indifferenza. E' stato un buon abiuto per le occasioni di prima ma ora ce ne vuole uno all'altezza di chi sei diventato.
    Ti volgio bene,
    Silvia

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  2. …va benissimo anche in tuta o in pigiama, purchè torni presto tra noi…

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  3. l abito non fa il monaco .. e te ora sei quello che puoi andare in giro con quello che vuoi addosso, senza porti nessun problema ne di alcun tipo… nudo … sportivo o elegante o … l abito su di te, ma proprio nessun abito contera' piu nulla … per te contera' solo chi lo indossa ora …

    destroyed …regrds from pearis
    ti abbraccio
    regrds

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