Senza titolo, questo primo post di questo nuovo blog non ha titolo. Potrebbe averne 100 ma proprio per questo non ne ha nessuno. Oggi primo giorno di questo blog è stata una giornata particolare. Anzi siamo sinceri, dalle 15 in poi è stata una giornata di merda, e una giornata di merda in crescendo. Ed è stata così fino al momento dell’illuminazione. 
Ma questo blog, capirete in seguiro perchè, nasce proprio perchè oggi è stata una giornata di merda.
Tutto sembrava andare per il verso della normalità. Sono andato in ufficio un po’ prima del solito per preparare un incontro con un possibile importatore per la Turchia, ho fatto qualche telefonata, poi l’incontro con il distributore turco. Niente di particolare. Si, un po’ di stress perchè la lingua ufficiale sarebbe stato l’inglese ma da quando ho deciso che l’importante è buttarsi, anche questo non è più un grossissimo problema. Ma come ho detto, la merda è arrivata verso le 15. Ed è arrivata per telefono, quando sul display è apparso un numero non in rubrica ma che mi sembra fosse dell’ospedale. Essendo in ufficio dove i telefonini non prendono o prendono malissimo, non ho risposto ma appena ha smesso di suonare l’ho richiamato subito dal fisso. Era occupato.
Preciso che l’incontro era ancora in corso. Ho spiegato ai miei interlocutori che forse la telefonata era dall’ospedale e quindi di scusarmi. Dopo alcuni tentativi, il reparto di ematologia mi ha risposto. Mi hanno detto che loro non ne sapevano niente ma che provano a chiedere al medico. Trenta secondi dopo stavo parlando/ascoltando il medico che mi ha informato che il midollo prelevato martedì “non è pulitissimo” ma che ha qualche traccia di cellule non sviluppate. Meno del 1%. E che quindi devo interrompere la ciclosporina per attivare il mio sistema immunitario al 100%.
Premetto che una persona sana arriva ad avere anche fino al 5% di cellule non ben formate senza problemi perchè il sistema immunitario è in grado di fare pulizia.
Ho confermato al medico di aver capito e ho riappeso. Tilt!!! Da quel momento sono andato in tilt. Ascoltavo i miei interlocutori ma senza sentire e capire. Verso le 16.15 li ho liquidati, ho spento il Pc e sono uscito dall’ufficio. La mia testa era partita. Cercavo di capire cosa fare. Telefonare a Yara e informarla? Ma mi avrebbe giustamente chiesto un sacco di cosa a cui non ero in grado di rispondere. Telefonare al medico per capire meglio? Forse era meglio la strategia dello struzzo: mettere la testa sotto la sabbia. Alla fine ha vinto il pensiero a Yara, ho preso il telefono e ho richiamato l’ospedale. Il medico mi ha ridetto le stesse cose di prima ma mi ha anche suggerito di andare da lui per parlarne di persona che tanto oggi sarebbe stato in reparto fino alle 20. Ok, ho deciso. Sono andato a casa, ho accennato la cosa a Yara e le ho chiesto se voleva venire in ospedale con me.
Alle 18.30 eravamo in ospedale. Tanti ricordi della prima volta che siamo entrati insieme e con loro tantissima ansia e panico. Il medico mi ha ribadito che bisogna aspettare ancora i risultati delle analisi del midollo, ecc. ecc. La situazione non è tragica ma è da seguire e soprattutto la terapia deve essere cambiata togliendo subito la ciclosporina. L’intento è quello di farmi aggredire dal mio nuovo sistema immunitario in modo che faccia pulizia delle cellule non ok. Questo però comporta che ci saranno quasi sicuramente, e la speranza è questa, anche i segni del rigetto: arrossamenti della pelle, febbre, diarrea, ecc. ecc.
Io e Yara abbiamo fatto finta di tenere il colpo. Abbiamo fatto qualche battuta di commiato con il medico e ce ne siamo andati. Yara fuori dal reparto è scoppiata subito a piangere, io ho cercato di rincuorarla ma poi in macchina sono scoppiato a piangere io. Qualche lacrima serve sempre.
Ho piango perchè non riuscivo a reggere il pensiero dei bambini. Pensovo a Xandre in astratto, nessun contesto particolare, e la pancia mi si contorceva. Proprio adesso che ho ritrovato il rapporto che avevo interrotto. Piangevo e non riuscivo a parlare. Avevo un nodo alla gola che mi stringeva, quasi mi soffocava. Provavo a parlare ma mi usciva una voce in falsetto. Una voce veramente ridicola, io che volevo urlare ma invece sta cazzo di voce in falsetto. Veramente umiliante.
Abbiamo deciso di allungare di molto la strada di rientro a casa, volevamo ritrovare un po’ di equilibrio.
Sicuramente la notizia di oggi è molto più soft di quella del 24/12/2009 e anche meno improvvisa e devastante. Ma è la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Da qualche settimana sembrava che finalmente le cose stessero definitivamente prendendo la via giusta. Mi sento in forze, ho ricominciato a lavorare e soprattutto a programmare, progettare e proiettare la mia mente sulla realizzazione di progetti futuri.
Avevamo allentato le difese e… e questo piccolo attacco ci ha messo ko. Qualche mese fa ci avrebbe fatto ridere, eravamo pronti a tutto. Era guerra. Adesso le truppe stavano rientrando, avevamo le spalle girate e indifese e ci hanno colpito, e ci hanno fatto male.
Sicuramente ci metteremo pochissimo a organizzarci, a metterci in stato di combattimento e grazie all’esperienza, le nostre truppe saranno anche molto più preparate alla battaglia. Ma per questa sera siamo in ritirata.


A cena ho mangiato molto poco, ero assente. La mia testa vagava nell’astratto in compagnia dell’ansia e della preoccupazione. Del brutto. E cosi è stato fino a quando mi sono trovato in camera di Xandre. Mentre lui si buttava dentro e fuori dal suo lettino da campeggio, tac!!! nella mia testa è passata una saetta. Era l’energia, la vita, di Xandre che mi ha preso per un istante. Il pensiero che in quell’istante il mio adesso era tranquillo e bello. Era un adesso pieno di gioia, la gioia di Xandre che si buttava dentro e fuori dal lettino. Un istante che è passato subito ma che ha squarciato quel velo nero che stava coprendo ogni mio pensiero. Quell’istante mi ha ricordato che sono io ha scegliere i miei pensieri, a scegliere la mia testa. A scegliere il mio lato della medaglia.


Adesso sono più sereno, l’angoscia è andata. Ho fatto il bagno a Xandre e subito dopo ho deciso di aprire definitivamente questo blog che dovrà servirmi per non dimenticarmi quando imparato nella vita. Partendo proprio dal fatto che siamo noi, con il nostro Cuore, con la nostra Pancia e con la nostra Testa a decidere come vogliamo che sia la nostra realtà. E per chi non è stupido o masochista la scelta è solo una: una realtà di felicità condivisa.

3 commenti su “

  1. Posso solo immaginare il terrore e l'ansia di quella strada percorsa per rientrare in ospedale. Ma si vede subito che sei un altro, e che riuscirai ad affrontare questo piccolo passo indietro con cuore, pancia e testa. Forza! Fiona

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  2. Il segreto per superare ogni cosa negativa risiede nella propria anima, nel proprio cuore…Guardare avanti sempre e comunque …trarre nutrimento, forza ed energia da qualsiasi cosa che faccia stare bene…ma bene bene!!!Non sono ancora cosa significhi avere un figlio ma penso sia un dono così meraviglioso, così unico per cui valga la pena vivere ogni momento ed ogni istante.Coraggio!!!Io sono lì!!!;0)
    Vi abbraccio forte!
    Valentina (Torino)

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  3. Penso che il segreto della felicita' sia proprio quello che i nostri piccoli ci mostrano ogni giorno: vivere il presente, qui ed ora, con gli occhi di un bambino, come se ogni piccolo evento fosse una grande novita', con entusiasmo, positivita' e amore, come se il passato non esistesse e non ci fosse futuro, senza bisogno di avere delle aspettative che non fanno altro che ridurci la gioia…baci ClaudiaB

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