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CARTA E PENNA, NO TASTI, NO CARTA E PENNA, NO TASTI.

Verso fine novembre ho iniziato a sentire l’esigenza di scrivere. Di lasciare il segno di quello che mi frullava nella testa.
Poi una sera dopo una furiosa litigata con Yara questa esigenza è diventata una necessità. Non mi ricordo il motivo della litigata, mi ricordo solo di essere uscito dalla camera e di essere andato in mansarda. Li mi sono seduto alla scrivania, seduto alla scrivania con una furia di pensieri in testa. Idee che venivano, che andavano e poi tornavano. Avevo bisogno di fissare in qualche modo quei pensieri, mi sono guardato intorno e ho visto un quaderno della moleskine. Ho preso una penna stilo e ho iniziato a scrivere.
Dopo due ore ero ancora li alla scrivania che scrivevo. Stavo scrivendo una specie di impegno a riempire quel quaderno con parole e pensieri, ma parole e pensieri che nessuno avrebbe mai dovuto leggere. Nemmeno io. Era una sensazione strana, mi sentivo libero di scrive quello che volevo, senza il giudizio o pregiudizio di un futuro lettore. Uno scrivere a senso unico.
E la cosa che più mi stava affascinando è che stavo usando una penna stilografica. Il fruscio del pennino sulla carta ruvida mi aveva completamente catturato e ipnotizzato.
Mi sono fermato solo dopo che la mano ha iniziato a farmi male.
Le sere dopo ho continuato a scrivere ma senza quell’iniziale entusiasmo. Adesso il quaderno è qui nel cassetto del comodino.
Quella carica iniziale era legata alla voglia di sfogarmi dopo la litigata con Yara ma poi, sera dopo sera, la mia voglia di condividere ha preso il sopravvento e ha spendo quell’idea di scrivere senza lettori.
Da allora ho cercato di capire quale fosse lo strumento giusto per lasciare e condividere i miei pensieri, le mie parole.
Inizialmente pensavo che la carta e la penna fossero il mezzo giusto, pensavo di aver bisogno di un legame con la materia. Mi affascinava, e mi affascina ancora, l’idea di pagine e pagine di carta riempite da parole scritte da me. Poi ho iniziato a pensare che peró con carta e penna sarebbe stata più difficile la condivisione e allora ho ricominciato a pestare i tasti del Pc. Ma dopo un pò anche quelli hanno iniziato a lasciarmi senza qualche cosa e sono tornato alla carta. E così sono andato avanti e indietro fra carta e tasti per un bel pò di volte.
Adesso sono ai tasti ma sono sicuro che il futuro è soprattutto legato a voi. A voi, miei lettori reali o immaginari. Sarete voi a decidere il futuro delle mie parole.

3 commenti su “CARTA E PENNA, NO TASTI, NO CARTA E PENNA, NO TASTI.

  1. Sono qua, ti ascolto. Fiona

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  2. …prova…1..2..3…

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  3. Carta Penna Tasti e …Lettura
    Ti arriverà da un dottore idrologo tra non molto un libro di un autore ( per me un padre spirituale ) che parla di passione virile abbinata alla tenerezza cioè … di cuore e testa in un ventre di uomo.
    E' uno di quei libri che non finisci mai di rileggere e ripassare

    A presto
    Massimo

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