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RIENTRO A CASA

Il rientro a casa è sicuramente più impegnativo sia fisicamente sia mentalmente dell’entrare in ospedale.
Sono entrato in ospedale che stavo bene, i primi giorni addirittura riuscivo a fare ginnastica tutte le mattine e il tempo passava abbastanza velocemente. La crisi fisica e quindi totale è arrivata a metà della seconda settimana.
Rientrare in casa, vuol dire invece raccogliere i miei pezzi che ancora stanno insieme e cercare di riportarli nella mia vita normale. Una vita fatta di tante piccole cose quotidiane che però, per me adesso, sembrano enormi. Stare con i bambini è la cosa più naturale del mondo, ci vorrei stare 24 su 24, ma le mie energie sono così poche che solo dopo qualche minuto già inizio ad essere stanco e dopo mezzora quasi non mi muovo. E per i bambini, soprattutto per Xandre, questo è molto strano. E’ difficile per me mentalmente gestire la cosa, mi sento inadeguato e vedo che loro ci soffrono molto. Anche con Yara è la stessa cosa, io ci sono, ma posso aiutarla veramente molto poco. Anzi io sono quello che deve essere aiutato.
Sono a casa solo da un giorno e mezzo, e quindi non posso nemmeno pretendere troppo da me ma sicuramente rientrare in casa non è così facile. Bellissimo ma non facile.

3 commenti su “RIENTRO A CASA

  1. Anonimo

    Dai ale, in realtà il loro amore e la loro presenza sono la miglior cura e poi fidati i bambini capiscono. Forza forza, tra qualche tempo ricorderai tutto ciò come una sfida vinta e basta. Ale ne sono sicura. Sei troppo forte! Un abbraccione. Francy calvi

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  2. ale, a casa, vicino alla tua famiglia, al loro amore….”bellissimo ma nn facile” dici, ma loro ti aiuteranno, sicuramente…… ho sperimentato personalmente ke i bimbi capiscono i problemi e ci aiutano tanto.
    con affetto manu

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  3. Caro Ale, e' sempre la solita storia, pretendi, pretendi troppo da te stesso. Nessuno si aspetta( bambini a parte , ma solo perche' non capiscono) che tu rientri a casa baldanzoso e pimpante pronto a fare tutto cio' che facevi il giorno prima di rientrare in ospedale. Dovresti pensare di aver sposato una spicocompromessa, e sppiamo benissimo che non lo pensi, non per amore ma semplicemente perche' cosi' non e'. E allora stai tranquillo, la felicita' e' averti a casa, non avere un collaboratore. Pensa a recuperare le forze, che chi ti ama aspettera' con pazienza e con gioia.

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