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IO SONO TORNATO MA I CONTI NO

Torno a casa dopo “un’intensa” giornata di lavoro. Una di quelle giornate proprio del cavolo. Dove tutto va storto e in più chi ti dovrebbe aiutare a risolvere i problemi, diventa lui stesso un problema. Diciamo proprio una giornata di merda.
Torno a casa, ovviamente, a energie zero. Con la sola voglia di mettermi sul divano e spegnere il cervello ma anche con la voglia di condivisione, la voglia di parlare con qualcuno per potermi sfogare. Non cerco risposte o aiuti su come risolvere i miei problemi di lavoro. Cerco qualcuno che mi ascolti e che magari mi dia anche una bella pacca sulla spalla e mi dica: “non ti preoccupare, si risolverà tutto”. Cerco qualcuno che se non mi capisce, almeno faccia finta di farlo.
E invece torno a casa e cosa trovo? Trovo qualcuno che si incazza perchè mi sono stancato al lavoro. Qualcuno che mi vorrebbe fare, e se non scappassi in tempo mi farebbe, una bella paternale sul fatto che per le mie condizioni di salute lavoro troppo. Che dovrei riposarmi di più. Stare a casa di più. Trovo qualcuno che mi dice che mi trascuro, che “non capisco” la mia condizione. Praticamente che sono uno stupido, che fa solo il bene degli altri.
I conti non tornano. Io cerco di non far pesare la mia situazione di salute, ne fuori ne tanto meno in casa. Faccio finta mille volte al giorno che tutto vada bene e che è ok. Cerco di portare avanti la mia vita e i miei impegni, cerco di dare conto alle mie responsabilità. E il risultato è che chi mi dovrebbe supportare, invece mi da dello stupido.
Io anche questa sera sono tornato a casa ma anche questa sera i conti no.

2 commenti su “IO SONO TORNATO MA I CONTI NO

  1. Vedi,il mondo è pieno di persone che si credono migliori degli altri , che sono invidiose , che pensano di avere loro i più grossi problemi da risolvere e non sanno vedere o non sanno mettersi nei panni di chi veramente ha problemi (il mondo è pieno di persone false e malvagie)…scusa ma io sono la persona meno indicata nel darti un qualunque consiglio, mi sono preso il permesso di leggere il tuo blog e mi ha colpito la tua umanità e sensibilità. Sì sei un ragazzo molto sensibile e buono dentro, leale e corretto come pochi conosca.Tu hai a cuore la tua famiglia, i tuoi splendidi bimbi,che sono la cosa + importante, ma capisco che il tuo lavoro assorba molte energie per tutte le responsabilità che comporta (ci sono passato anche io).Non posso dirti cosa farei io , ma ti posso dire “fermati un attimo , smetti di correre come un matto e senti il tuo cuore cosa dice veramente di fare. Nessuno ti potrà mai dare la ricetta magica che ti dia soluzione a tutti i tuoi problemi, la soluzione la devi trovare tu , dentro di te , prega gli angeli come li chiami ( io ti direi la madonna se credi)ma chiedi consiglio la sera prima di addormentarti chiedi che ti facciano capire cosa è giusto e cosa no e ricorda per quanto ti è possibile pensa positivo, non prendertela per cose che non meritano , il mondo va avanti lo stesso (per quanto vada molto male)… forza ragazzo alza la testa e uno per volta affronta come sai i problemi ,forza ragazzo !!!

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  2. Nel post precedente scrivi che passi come minimo 12 ore al giorno in ufficio e quando torni a casa pensi ancora al lavoro, e quando vai a dormire non dormi perchè pensi ai problemi di lavoro. Dovrei andare molto indietro alla ricerca di un tuo altro post in cui affermavi che la tua esperienza ti aveva fatto rivalutare le priorità della vita, che non valeva la pena dannarsi per il lavoro, che dovevi darti altre priorità. Beh, ora non ricordo le parole esatte ma il succo era questo. Cosa è cambiato e cosa ti ha portato indietro?
    Non giudico, ci mancherebbe altro, ma cerco di essere giudice imparziale e credo, bada bene, credo, che l'incazzatura per il rientro a casa troppo tardi, la paternale e tutto il resto siano solo risultati della paura, paura che così facendo tu possa farti del male. E magari tu fai “troppo” perchè solo così senti di potercela fare. Ehhh, quanto sono complicate le nostre menti e i nostri meccanismi ( a volte mi chiedo se sono al limite della follia).L'incazzatura è dimostrazione d'affetto, anche se magari inopportuna.
    Mi dispiace, per te e per chi si “incazza” e non penso di essere all'altezza di dare consigli o di dire cosa fare……l'abbraccio non funziona più?

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