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Quello che voglio fare oggi è però dirti grazie…

Gli auguri non te li faccio qui. Sono fortunato, te li ho fatti a voce…
L’altro giorno mentre scrivevo il post sull’incontro con la mamma, ho pensato tantissimo anche a te e al nostro rapporto. Le regole sono le stesse, combattiamo. Con te un combattimento particolare, se con la mamma è guerra a campo aperto, con te è più stile guerra fredda. Possiamo stare ore in macchina, senza dirci una parola, e il giorno dopo scriverci delle lunghe email. Ma oramai ho capito, è il modo di comunicare della nostra famiglia.

Quello che voglio fare oggi è però dirti grazie. Mi è capitato, stupidamente, di lamentarmi che tu non mi hai mai detto le frasi che i padri dicono ai figli nei film. Quelle frasi piene di valori e di istruzioni su come affrontare la vita. Quelle frasi che segnano in modo indelebile le vite dei figli. Io e te, abbiamo parlato tanto ma quasi sempre di lavoro e di problemi, poco di vita. Perché questa è stata la tua vita: lavoro, problemi e poca vita.

Ma ti devo dire grazie, ti voglio dire grazie, perché tu mi hai insegnato tantissime cose con il tuo fare, non con le tue parole.

La prima e la più importante è l’onesta. Nonostante tutto quello che hai fatto nella vita, tutti i problemi che ai affrontato, non hai mai usato la scorciatoia della disonesta. Hai sempre agito nel giusto, hai sempre fatto le cose in modo onesto, tantissime volte rimettendoci.

Ti ringrazio perché mi hai insegnato il senso del fare. Tu sei l’uomo del fare. Quando sei fermo impazzisci, quando fai sei vivo. Hai sempre un progetto in realizzazione, finisci le giornate con qualche cosa fatta in più di quando ti sei alzato. Non credo ci sia stato momento nella tua vita, in cui non avevi un progetto in testa e stavi agendo per realizzarlo!

Ti ringrazio perché quel senso del fare, che mi hai trasmesso, è sempre legato al cercare di migliorare le cose, di migliorare il mondo. Non hai mai fatto niente solo per te, tutti i tuoi progetti sono sempre stati per fare qualche cosa di bello per tutti. L’evidenza più chiara, è che non hai mai fatto niente per i soldi. I soldi sono sempre stati il tuo strumento del fare, mai il fine.

E queste sono solo 3 delle tantissime cose che con il tuo fare mi hai insegnato… e di questo ti ringrazio.

TI VOGLIO UN MONDO DI BENE PAPÀ!!!!!

2 commenti su “Quello che voglio fare oggi è però dirti grazie…

  1. Che bello leggere quello che hai scritto!
    Hai dato parole a quello che sento.
    Sento come se finalmente qualcuno avesse trovato il capo di una matassa di sentimenti aggrovigliati che non ho mai voluto veramente cercare – me ne rendo conto adesso – per paura di dovermi confrontare con la grandezza e la profondità di un sentimento che è più facile ignorare che dover integrare.
    Qualche tempo fa sono stata dal mio terapista per un dolore lancinante al polmone e alla scapola sinistra. Durante il trattamento Davide mi ha chiesto quale rapporto ci fosse tra me e mio padre e, senza veramente volerlo, mi sono persa in un oceano di parole. Scoordinate, infantili, in qualche modo sorprendenti anche per me che le proferivo. Ad un certo punto il mio terapista mi ha detto: ” Posso dirti una cosa? Sei una stupida! Asciugati gli occhi e guarda quello che mi hai detto da una diversa prospettiva. Hai mai pensato che tuo padre abbia passato la vita a dirti – a modo suo, a volte nel peggiore dei modi – che sei una grande. Che sei troppo grande per accontentarti di vivere adeguandoti, smorzando la tua luce perché sia più simile a quella degli altri. E lì ho davvero riconsiderato frammento per frammento i passi più dolorosi tra noi…e quello che avrei potuto essere se solo non fossi sempre rimasta arroccata sulle mie paure, sul mio volere sempre la sua approvazione. Non ho mai provato a vedere le cose dal SUO punto di vista ed ho sbagliato.
    Mio, tuo padre è una grandissima anima intrappolata in una grande umanità. Un grande Maestro.
    Un grande Visionario. E per me Visionario è il miglior complimento del mondo.

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  2. Vittorio Invernizzi

    Carissimi figli,
    le Vostre parole mi hanno commosso e riempito d’orgoglio nel sentire la vostra personalità interiore unica ed affascinate in maniera singolare molto toccante e incredibile.
    Avete fatto uno scanner della vita passata e mi viene da piangere………..
    Volevo darvi di più, molto di più ma il mio egoismo “ cos’e un uomo senza se stesso” ho vissuto senza risparmiarmi percorrendo tutte le strade che ho voluto, cambiando spesso indirizzo (dal professionista – al costruttore edile – dall’agricoltura al settore bevande ingrosso – dettaglio e produzione) per pensionarmi nell’amore per l’Arte , la Natura, il Paesaggio, la Bellezza.
    Oggi oltre a Voi, adoro e mi riempiono di gioia i vostri figlioli bellissimi.
    Non posso giustificar e i miei problemi , a cui vi riferite , ma credetemi li ho sempre affrontati, pronto a mettermi in discussione, soprattutto per risolverli (non esiste una vita senza problemi, esistono coloro che li ingnorano…).
    La programmata “felicità” per tutta la famiglia non è stato il mio obbiettivo, mi sono limitato alla “serenità d’insieme”.
    Certo, errori ne ho commessi e riconosciuti, ho vissuto una vita piena senza risparmiarmi: nei sentimenti, nel lavoro e nella Fede in qualcosa di sovrumano “DIO”.
    Non voglio pensare a cosa Vi lascio, ma a cosa mi avete dato voi è tantissimo, di più, molto di più.
    Ora basta cosi, grazie degli auguri che contraccambio e vi abbraccio con amore.
    Ciao Papà.

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