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I figli sono la cosa più importante della famiglia? Certo, temporaneamente e a part-time.

I figli sono la cosa più importante della famiglia? Certo, temporaneamente e a part-time.

Un accenno in una discussione di ieri sera con amici, un articolo del Corriere sulla mancanza della voglia dei genitori di oggi di educare i figli, tante riflessioni già fatte in passato e ho deciso di scrivere qualche cosa in merito. 
Argomento scottante, complesso e soprattutto “ogni scarrafone è bello a mamma sua”, quindi alcune premesse. La prima, ognuno è libero di pensare e fare quello che vuole nella e della propria vita, l’importante è che non lo faccia dando fastidio agli altri. La seconda, questa è solo poco più di una riflessione sul ruolo dei figli e dei genitori nella famiglia, volutamente evitando anche minimi accenni al fertilityday, a uteri in affitto, ad adozioni per gli ultra 80enni, ecc. Terza premessa, lo so che la mia vita non è perfetta e consapevole di questo, penso spesso e qualche volta agisco per cercare di migliorarla e sono padre e figlio anche io.
Soprattutto qui non parleremo dell’immenso amore che ogni genitore ha per i propri figli e quello dei figli per i propri genitori. Qui parliamo di comportamenti, di relazioni fra persone che, vista la lunga durate della rapporto, cambiano e cambiano molto.
Ultima premessa. I figli sono una cosa bellissima, avere dei figli è lo scopo ultimo dell’uomo sulla terra. Sì, siamo liberi di non farli, di essere felici nel non averli o tristi e incazzati perché non è nostro destino ma l’essere umano è da 2.8 milioni di anni sulla terra, fondamentalmente lottando per la sopravvivenza della specie attraverso la riproduzione. Cioè è sulla terra per far figli. Lo so, che ho semplificato molto e oggettivizzato ma almeno per i primi 2,7999 milioni di anni la maggioranza dei membri della nostra specie ha fatto fondamentalmente questo e per i primi 2,6 milioni di anni, lo hanno fatto tutti.
Partiamo da 0 + 1 mese. Vi risparmio la sala parto, il rientro a casa e i problemi a scaldare i primi biberon. 
Adesso c’è un figlio ed è nato un mese fa, è il primo e ha tutto l’amore dei suoi genitori. Essendo il primo, quel mese per i genitori è sembrato 1 anno, dal secondo figlio si va in radice quadrata. Finalmente al 4° figlio, dice chi ha avuto il coraggio di farlo, torna la reale percezione del tempo. Dal 5° non si ricordano più i nomi dei figli nella sequenza corretta. Ai nonni, questo succede dal 3°. 
Un anno di soli giorni, nel senso che di notti con il relativo concetto di sonno/riposo non se ne ricordano, sicuro per la mamma, se il padre è volontariamente collaborativo, neanche per lui. Comunque sono felicissimi, quando parlano del figlio, più o meno saranno 6+1 mesi che parlano solo di quello, i loro occhi si illuminano, i loro sguardi si incrociano e per i primi 6 mesi c’era anche un bacio di chiusura e una toccatina alla pancia. Nell’ultimo mese, uno dei due sta sicuramente cercando di fare qualche cosa per far smettere di piangere l’amato bambino. Qualcuno dice anche: “Povero… le coliche?”, nel parlato non si pronuncia il “?”. Per i non esperti, “coliche” è l’espressione sintetica di: “ma sta santa creatura che c’ha adesso da piangere? Ha mangiato, fatto i bisogni, gli abbiamo cambiato il pannolino, ha un chilo di fissan sul popo. Sarà mica posseduta?”. Normalmente dal secondo mese compare una piccola croce d’oro appesa con una spilla nella culla. Io non so, ma magicamente alla comparsa della croce le coliche svaniscono. Calma, non preoccupatevi a breve arriveranno i dentini. Marito e moglie lottano ancora per avere un minimo di intimità, il ricordo delle notti di passione è ancora fresco, soprattutto per il, fra brevissimo nella storia, maniacochepensasoloaquello, e riescono anche a ritrovare attimi di armonia e desiderio. Attenzione!!!! Si rimane incinta anche se si allatta, non fate cavolate che poi, veramente, si complicato tutto. Date al nascituro il tempo di godersi la vita da solo, usate il preservativo.
I primi 2/3 anni sono molto impegnativi ma niente al mondo è più prezioso del primo sorriso di tuo figlio, e poi parla anche, cammina, ti chiama “papà” e altre mille bellissime cose. Indiscutibile, tuo figlio è la cosa più importante della tua vita. Dalla prima volta che l’hai visto, la famiglia è lui e poi loro.
Superate tutte le fatiche dei primi anni e primi figli, la relazione tra madre e padre torna ad esserci e molte volte anche civile. Ed ecco qui la prima grande evidenza, il primo grande segno del cambiamento nella relazione, nella famiglia. Non ci sono più una moglie e un marito ma una madre e un padre. E’ chiaro, i ruoli sono cambiati, ed è giusto che sia così. Attenzione!!! Se i genitori, incominciano a chiamarsi anche fra di loro mamma e papà, basta finito il post, tutti a letto. 
Altro segno evidente del cambiamento è come la famiglia cammina sul marciapiede, se è stretto, mamma davanti con passeggino e/o bambino più piccolo, altri figli dietro e papà che chiude la fila. Se il marciapiede è abbastanza largo. Genitori ai lati e figli in mezzo. Una volta era: marito e moglie affiancati, mano nella mano, sempre, qualsiasi fosse il tipo di marciapiede. Per quelli stretti, ovviamente il prode marito, in mezzo alla strada a rischiare la vita.
Stessa cosa la domenica mattina nel lettone, che ovviamente ha preso questo buffo e simpatico nome da quando ci sono i figli, prima si chiamava semplicemente “letto”. Mamma e Papà ai lati e i figli nel mezzo, anche qui, come per il marciapiede, per una imprescindibile questione di sicurezza.
Passano gli anni, passano i decenni. Stesso argomento fra mamma e papà, i figli. Cambiano solo i numeri. Il numero dei figli, le taglie dei vestiti, il numero di scarpa, il numero della classe, il costo delle attività extra-scolastiche, il numero delle attività extra-scolastiche. Quarta, quinta o sesta malattia? Anche la medicina a un certo punto ha deciso di semplificare, dando i numeri.
Passa un ventennio. Arriva il momento del distacco, i genitori devono staccarsi dai figli. Devono trovare le giuste motivazioni per sopportare questo enorme sacrificio, devono trovare il modo per sopportare il non parlare più, solo e sempre, dei loro figli. Fortunatamente ancora per qualche anno, anche se i figli non vivono più in casa, si riesce a concentrare tutto su di loro ma passato un trentennio, soprattutto per la salute mentale dei figli, bisogna che mamma e papà cerchino qualche cos’altro per riempire i loro pensieri, la loro vita.
Le coppie miracolate, quelle che oltre a mettere la croce d’oro nella culla se l’erano appesa anche sopra il “letto matrimoniale”, ritrovano i loro ruoli originali di marito e moglie e li ritrova l’equilibrio e lo scopo dell’essere famiglia. Perché, comunque, passato anche un quarantennio, quando i figli parlano di famiglia, non parlano più della loro mamma e del loro papà, parlano dei loro figli. Qui ci sta una bella lacrimuccia, ma è giusto così. Per natura, hanno cambiato il loro ruolo da figli a genitori, come hanno fatto tutti i genitori.
Ho iniziato dicendo che i figli sono la cosa più importante della famiglia “temporaneamente”, perché lo sono per il tempo che ricoprono il ruolo principale di figli, quando diventano altro, allora è tempo di staccarsi e lasciarli vivere nel nuovo ruolo che avranno scelto. Per farlo bisogna con consapevolezza, forza e determinazione uscire dal ruolo principale di genitore. È molto difficile perché vuol dire trovarsi un nuovo ruolo principale da ricoprire. Trovarsi un nuovo scopo nella vita.
Scrivo anche che è “a part-time” perchè ogni genitore dovrebbe trovare il tempo di continuare a coltivare i propri ruoli secondari, le proprie passioni. Il ruolo dello sportivo, della lettrice, del tifoso, della cuoca o sarta. Soprattutto dovrebbe continuare a coltivare il ruolo di marito o moglie, proprio perchè quando dovrà abbandonare quello di genitore, potrebbe il forte rischio che sia costretto a ricoprire quello di “convivente di una persona sconosciuta”.

2 commenti su “I figli sono la cosa più importante della famiglia? Certo, temporaneamente e a part-time.

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