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Una sedia a rotelle e scuse inutili…

Domenica, tardo pomeriggio. Finalmente qualche minuto da solo a prendere fiato, 4 giorni intensi di Salone. Ne manca ancora uno ma adesso è tutto in discesa. 4 giorni di tanto parlare, fare e sentite. Sorriso sulle labbra, molto soddisfatto. Orgoglioso dei ragazzi, qualche intoppo, alcuni di routine, altri più impegnativi, ma tutti affrontato alla grande e risolti dal bel gruppo che siamo. Tantissimi complimenti per lo stand ma soprattutto sulla nuova formula di servire anche la pasta. Sono felice, stiamo facendo un bel lavoro.

“Alessandro, c’è una Signora in sedia a rotelle, molto arrabbiata, che vuole parlare con il responsabile dello stand”. 
‘La rampa… nessuno ha sistemato la rampa’
….
“Signora ha ragione, non posso che scusarmi. Nessuno ha sistemato la rampa e nessuno ha pensato che la soluzione dei tavoli alti con gli sgabelli, non permette alle persone in sedia a rotelle di poter usufruire dello stand come gli altri. Mi scusi veramente.”

Parole inutili le mie, una voce la sua. Chissà quante persone in questi 4 giorni sono passate davanti allo stand e non sono entrate. Non sono riuscite a entrare. Nello stand scriviamo anche che il nostro primo valore sono le persone. 

Mentre la Signora animatamente, ma sempre in modo cortese, si lamentava della situazione e dell’arretratezza dell’impostazione dello stand, il mio cervello mi proponeva mille giustificazioni e scuse. “Lo stand è bellissimo, ci hanno fatto un sacco di complimenti”, “Ma stiamo promuovendo nello stand la campagna Diamo il meglio di noi del Ministero della Salute e del Centro nazionale Trapianti, per la sensibilizzazione alla donazione degli organi e abbiamo raccolto più di 100 sottoscrizioni…” non è già questa una bella cosa civile e moderna? “Ma stiamo gestendo tutti i rifiuti nello stand in modo differenziato”, non è segno di civiltà e di attenzione? “Ma alle persone in sedia a rotelle ci abbiamo pensato, abbiamo fatto preparare la rampa”. “Ma non posso pensare a tutto.” Perché questa Signora si lamenta? Non vede il bello che stiamo facendo? 

Ma la Signora ha ragione, le mie sono solo scuse e giustificazioni per non ammettere di aver sbagliato. 

Quante volte ho pensato male di quelli che parcheggiano nei posti dei disabili, li ho giudicati retrogradi, stupidi. Incivili. Quante volte mi sono chiesto perché nel 2016 sono ancora pochissimi gli autobus con la rampa per i disabili. Ho pensato: “che mondo incivile”.

Come sempre le intenzioni sono una cosa e i fatti un’altra.

La Signora ha ragione e io ho sbagliato. Pensavo che lo stand fosse accessibile a tutti, perché io non sono su una sedia a rotelle. Non mi sento in colpa, ho lavorato con onestà e voglia di fare bene, nel miglior modo possibile ma ho commesso un errore. Un gravo errore perché non avevo la giusta consapevolezza.
Per rimediare devo imparare da questo errore. La nuova sfida è invitare la Signora incazzata al nostro prossimo stand a Genova nella primavera 2017.

2 commenti su “Una sedia a rotelle e scuse inutili…

  1. Colpa significa negligenza, abbiamo lavorato con diligenza, talvolta una semplice dimenticanza diventa un dramma. Ciò che hai scritto accade nella vita di tutti i giorni in modo assolutamente involontario. Avrai dimenticato di invitare qualcuno al matrimonio e ci sarà rimasto male, un mancato compleanno, qualcosa che ti ha fatto pensare: “caspita, potevo arrivarci” eppure non ci sei arrivato. Come te molti altri. I tempi non sono più lenti come un tempo, la velocità non è un pregio, ma necessaria. Ho controllato personalmente ci fosse la rampa ed invitato un ragazzo a chiamarmi quando avesse dovuto salire, era in fondo allo stand in verticale. I tavoli erano alti, non hai sbagliato, hai un cervello che è un grosso contenitore, era colmo e quella cosa in particolare non entrava più. Invitare la sig.ra sarà un gesto nobilissimo e dovuto, flagellarsi per non esser perfetti è altra cosa. Saluti, Alberto

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  2. Alberto secondo me ha ragione! Fondamentale per crescere, rendersi contro di ciò in cui si è manchevoli. E si cresce sempre!

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