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La panchina su cui ci aspettavi.

Tu li che ci aspettavi sulla panchina. Con il berretto, con i bermuda beige, i sandali e tuoi occhi verdegrigio più trasparenti del mare. Occhi che ci aspettavano, occhi che sorridevano, sempre.

Per noi quasi una noia, per noi quasi un fastidio. Per noi che non potevamo ancora capire che il tempo passa, e passa veloce. Per noi che la vita era ancora il futuro, per te che la vita era già il passato, per te che la vita eravamo noi.

I nostri occhi che erano marroni, che oggi pensando a te si riempiono di lacrime, si riempiono di quel mare, di quel sole che ora sei tu.

Quante cose ci hai insegnato con i tuoi gesti, che ci hai insegnato senza parole, che ci hai insegnato con l’esempio.

Oggi andrò a sedermi su quella panchina, chiuderò gli occhi, cercherò nel mio cuore il tuo miglior sorriso e lo indosserò, e saremo ancora seduto uno vicino all’altro su quella panchina.

Ti voglio un sacco di bene nonno.

#i100delsciurpierino


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