18mq Economia Umana Il Mio Manuale di Vita

Il pericolo di FICO e il culo pesante degli italiani.

Penso di averlo già scritto tante volte, e sempre con la speranza che qualche cosa cambiasse in questa Italia, invece no. Ogni volta che c’è qualcuno in Italia che fa, che agisce e costruisce qualche cosa, subito a cercare quello che non va. Subito a dare soddisfazione al nostro cervello per poterci dire “c’è riuscito perché è un delinquente, un imbroglione, un corruttore”, per poter dare al nostro cervello una bella scusa per continuare a non fare niente. Non sia mai che qualche modello positivo da imitare ci facesse pensare che possiamo farlo anche noi, che possiamo agire anche noi. Noi sia mai che in questa Italia si possa fare veramente qualche cosa di buono. Non sia mai.

In questo caso ne sono coinvolto da vicino, e forse il giusto sarebbe rimanerne fuori, o forse sarebbe lo sbagliato. Comunque ho deciso di scrivere questo post, per raccontarvi quello che vedo io.

Sto parlando di FICO, la Fabbrica Italiana Contadina, una struttura di 100.000 metri quadri che ha aperto al pubblico lo scorso mercoledì a Bologna. Un “posto”, per ora non trovo la giusta definizione, dove l’enogastronomia italiana, la cultura italiana del cibo, ha la possibilità di raccontare la sua storia e soprattutto di farla vivere attraverso l’esperienza diretta. Ci sono campi, frutteti, stalle, fabbriche di birra e di panettoni, mucche e imbottigliamenti di latte e tantissime altre cose. Ovviamente il tutto si conclude con il palato, con la possibilità di mangiare e bere quello che si è visto produrre. Difficile da descrivere, difficile da immaginare, difficile da credere. Fortunatamente adesso è realtà e tutti possiamo visitare questa “posto”.

Si, ci siano anche noi con i nostri prodotti, come potevamo non esserci. Come potevamo cercare di non far parte di questo bellissimo progetto, come potevamo non accettare la sfida di trasformare un sogno, una visione in realtà. Far evolvere le cose, avvicinarci all’Italia che vorremmo. All’Italia dei fatti e non delle tantissime intenzioni. Da mercoledì FICO è un fatto, è realtà, è vero e noi ci siamo. Non esserci, rinunciare davanti alla sfida sarebbe stato rinnegare i nostri valori.

Qualcuno potrebbe pensare che non potevamo fare diversamente, che le mie sono belle parole ma i fatti sono altri, che è tutto per gli interessi di questo o di quello e che i poveri italiani sono solo e sempre delle vittime.

Quello che vedo io è una persona che aveva una visione, una persona con una visione fortissima, piena di dettagli ed emozioni, soprattutto emozioni. Una persona che era sicura che sarebbe riuscita a realizzare quella visione e che ha convinto altre persone ad aiutarlo a realizzare quella visione. Vedo una persona, che poi è diventato un gruppo di persone, che ha affrontato le tantissime sfide e le ha superate, realizzando una grande cosa. Trasformando le intenzioni in fatti.

Vedo però anche tanta gente che ha trovato subito il modo per togliere energia a questa cosa, che si è trovata subito la giustificazione per non seguire questo esempio del fare. Vedo tantissime persone che continuano a sopravvivere di intenzioni, e che non vivono mai trasformandole in fatti. Vedo ancora un’Italia dove l’invidia prevale alla lunga sull’ammirazione (ammira-azione, vedo qualche cosa che trovo positivo e agisco per farla anche io). Questo è quello che vedo e che mi delude.

I fatti:

Apre FICO, escono decine di articoli positivi sull’apertura e sul progetto. Il valore di questi articoli è medio basso, essendo più o menu tutti uguali e soprattutto perchè positivi.

Sfortunatamente, l’obiettivo dell’informazione non è informare, ma è fare soldi. Mi spiace ma è così, per favore prendetene tutti coscienza. Un articolo di qualsiasi mezzo di informazione è scritto per essere letto a qualsiasi costo, non per informare, perché se viene letto, cliccato, condiviso, il professionista dell’informazione fa soldi. In questo momento gli Italiani hanno paura di tutto e non hanno voglia di fare, quindi il massimo dell’attrazione è un articolo che spaventa, chi ha paura da soprattutto attenzione ai pericoli, e che parla male di qualcuno che ha “fatto”, che ha realizzato qualche cosa. Il nostro cervello non vuole essere disturbato nella sua quotidiana quiete del lamento continuo e del riempirci di intenzioni per tenerci buoni. Come ho già scritto, che non sia mai che il nostro cervello debba iniziare a pensare per farci realizzare qualche cosa.

Un bravo professionista dell’informazione trova finalmente la notizia giusta, quella che farà leggere il suo articolo e che gli fare fare soldi. Esce un articolo che parla di un inceneritore vicino a FICO. Paura, niente fa più paura di un inceneritore, una cosa grande grossa, che fuma e puzza. Micro particelle nell’aria che non si vedono, niente fa più paura di quello che non si vede, quindi un inciucio a livello planetario fra l’imprenditore e i politici, a voi le conclusioni. Migliaia di clic, di condivisioni. Il professionista dell’informazione ha raggiunto il suo obiettivo e noi pecoroni italiani abbiamo trovate un’altra giustificazione per continuare a non fare, anzi ci siamo ancora più convinti che tanto in Italia non si può fare. Qui partirebbe una bella parolaccia, se non credessi che le parolacce negli articoli e nei post servono solo per far leggere l’articolo e il post e non per arricchire il contenuto. Scusate, so che sono un pò logorroico su certe cose, ma se non capiamo non cresciamo.

Centinaia di post di condivisione dell’articolo su FaceBook e Linkedin con commenti del tipo: “lo sapevo”, “vergogna a tutti quelli che ne sono coinvolti”, “ma..”, ecc.

Risultato dell’articolo e dei post di condivisione: non un passo avanti verso l’Italia che vorrei e che forse non ci meritiamo. Soldi per l’editore, energia all’invidia e scusa per il nostro immobilismo.

Il Mondo è imperfetto, l’uomo è imperfetto e quindi ancora di più le sue azioni, ma solo attraverso il fare può dare valore alla sua esistenza, può contribuire al migliorare la situazioni, accettiamo le nostre imperfezioni ma agiamo, facciamo. 

ps: mi scuso per avere scritto “pericolo” e “culo” nel titolo ma il mio scopo era attirarvi a leggere questo articolo con l’obiettivo di condividere con voi la mia visione. Grazie

 

 

2 commenti su “Il pericolo di FICO e il culo pesante degli italiani.

  1. Resistenza. Non c’è altra soluzione. Continuo a pensare che i fatti contino di più delle parole.
    Ne approfitto dell’occasione per dire che “io c’ero ” e che sono certo che O stia già lavorando alla prossima puntata.
    m

    Piace a 1 persona

  2. Marco Curti

    Grande Alessandro, è dura ma per fortuna c’è gente come te che ci crede ed agisce.

    Marco

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: