18mq Feliciani

Sicilia a cuore caldo

Siamo partiti in due e stiamo tornando in tanti.

Siamo partiti io e Paolo e stiamo tornando con la signora che la prima sera allo stesso tavolo ha raccontato in siciliano palermitano il mito della testa del saraceno. Con la dipendente, la collega, Salvatore il titolare ma soprattutto il cugino, di non si sa chi, che ci ha ridato l’acqua a Sanbuca. Con Nino, i suoi sessant’anni con in coppa altri trenta e le sue mille foto appese nel garage. Anche quella con la presidentessa Boldrini. Le ragazze di Ragusa. Patrizia, Anna e i genitori di una delle due che hanno condiviso con noi la loro “chiacciata”. La calorosissima famiglia di Paolo, gli zii, i cugini, i nipoti, per loro ci vorrebbe un libro. Natale Vincenzo, che di anni ne ha ottantacinque, con i suoi occhi blu dello stesso profondo e intenso blu del mare, che dispensa benedizioni e miracoli. E io e Paolo ci crediamo. Salvatore che nel suo B&B pieno zeppo di cose, ci ha raccontato della Sicilia che non c’è. Con noi tornano tantissimi altri occhi e parole. Ascoltate e dette. Quanti buongiorno, buonasera ci hanno detto, abbiamo detto. Persone ad occhi alzati, che cercavano i nostri anche quando passavamo lenti con le moto nelle loro vie, nei loro paesi. Che guardandoci negli occhi ci salutavano, ci vedevano, ci accoglievano.

Siamo partiti in due, ma non siamo mai stati solo in due.

Una Sicilia di siciliani che si adattano, che si sono adattati. Con le loro 500, 126 e Panda ma quelle vere, le prime, che altrimenti nelle vie non si passa. Che parcheggiano contro il muro, ma non toccano. Vie ripide, di lastricato, che se piove son scivoli. Piazze di paesini, senza segnale ma con tanti mazzi di carte e orizzonti per volare via quando serve. Che alla fine vuoi scoprire e allora dici a tutti che vuoi andare via, e alla fine sei andato via, perdendo tutto. Che alla fine vuoi poi tornare.

Dietro a ogni curva un paesaggio coi suoi colori. Il marrone della terra appena arata, ordinata, pronta per l’inverno. Il verde dei prati, dei pascoli, dei vigneti, dei boschi. Il bianco grigio delle rocce che spuntano, che salgono, per diventare poi montagne. Il bianco delle spiagge. L’azzurro, il blu, che sia cielo o sia mare. Le macchie ocra che poi diventano paesi, tetti, case, mura, pelle. L’Etna, col grigio dei suoi sbuffi, il bianco della sua chioma e il neromarrone della sua lava, dei suoi pendii.

Dove poi il tutto diventa rosso, caldo, al tramonto. Dove poi tutto rinasce arancione, pungente, l’alba. Tutto in totale armonia.

Il sole sulle pelle che a Ragusa scalda e ad Aci Trezza scotta.

I profumi. Le olive, il mare, le spezie, il sugo, le pecore, tutto diventa aria da respirare che arriva dentro e li si ferma, e li diventa memoria, ricordo. Istanti. I più forti i più veri.

I sapori. Il cannolo per tutti, per me da sempre la Sicilia, ma poi tutto il resto.

Il silenzio, cornice di suoni. Il vento, il grillo, le pecore, le campane. Le parole. Tutto più nitido, più chiaro.

Ogni parola che ho scritto è stato un istante di vita che mi è ripassato dentro. Pieno, vero.

In due, in moto.

Grazie Vita! Ti Amo Vita!

0 commenti su “Sicilia a cuore caldo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: