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Ieri sarei dovuto, avrei voluto essere a Catania con loro, persone speciali dello sport

“Pronto Alessandro?
Si…
Sono Rodolfo Giovenzana, ma gli amici mi chiamano Giobbe, ti ho mandato un messaggio qualche giorno fa per l’evento che organizzo ogni anno…

Certo volentieri e sarà un grande piacere e soprattutto onore… grazie di cuore e allora ci aggiorniamo più avanti. Felice vita Giobbe!”

Più o meno è stata così la telefonata di inizio Luglio con cui Rodolfo Giovenzana ex atleta nazionale di pallavolo e fondatore della Scuola di Pallavolo Anderlini di Modena, mi ha invitato a partecipare come relatore all’Educational, evento di tre giorni dedicato alla cultura sportiva che la Scuola organizza ogni anno. Quest’anno è a Catania e il titolo è “Alla scoperta di quanto lontano si può andare!”, e io avrei dovuto, avrei voluto parlare ieri.

Era tutto organizzato, biglietti confermati e io super emozionato. Sapete che comunicare con le persone è uno dei miei fare per la felicità, soprattutto se comunico, condivido, con giovani e con persone che lavorano e formano giovani, come nel mondo dello sport. Ero super emozionato perché avrei raccontato la mia esperienza, la mia vita, come membro della squadra di Lurisia e lo avrei fatto dopo l’intervento del mitico Julio Velasco. Quante emozioni lui e la sua squadra ci hanno dato, regalato. Ho visto tanti suoi video, e lui si che è un comunicatore speciale. Che grande onore conoscerlo di persona.

In tutta onestà, parlare dopo Velasco un pò mi spaventava, anzi, mi spaventava molto. Lui è bravissimo, e come ho visto e confermato ieri nella diretta streaming (potere vederlo qui), ha fatto un bellissimo intervento, e difficilmente sarei stato capace solo lontanamente di fare qualcosa di bello e formativo come il suo. Quando parlo preferito essere il primo, cosi magari riesco a fare la mia discreta figura su un pubblico che non ha mezzi di paragone, se parlo dopo bravi o eccezionali oratori, come Velasco, la strada è tutta in salita. Però anche quello è una bella sfida, anche quello mi aiuta a migliorare.

Erano settimana che aspettavo con ansia e fremito di partire per Catania. Volevo conoscere di persona Giobbe, sentire la sua energia. Nelle telefonate me ne ha trasmessa tantissima. Conoscere la sua squadra della Scuola di Pallavolo che fa cose eccezionali di grandissimo valore, ma soprattutto volevo stare con tutto il gruppo. Volevo conoscere, ascoltare, confrontarmi. Volevo condividere con persone sicuramente speciali, che dedicano parte della loro vita ai giovani, allo sport e a divulgare i suoi valori. Persone che attraverso lo sport pensano e agiscono per un presente e un futuro migliore.

Poi il problema, il dolore e il pronto soccorso. Ho avvisato Giobbe che stavo male ma solo dopo la conferma del ricovero, gli ho scritto che non sarei potuto andare. Ho sperato fino alla fine, avrei voluto fino alla fine di non dover rinunciare, di poter prendere quell’aereo. Mi ha chiesto, e gli ho mandato un breve video di saluto che ha pubblicato anche nella loro pagina FaceBook.

Ieri pomeriggio mi ha chiamato per sapere come stavo, incredibile l’energia, l’entusiasmo che mi ha trasmesso. Si sentiva nelle sue parole tutta l’energia del gruppo, della condivisione di quel momento speciale. Io ero a Cuneo ma il mio cuore era sicuramente a Catania con loro.

Avrei voluto raccontare la mia visione di squadra, avrei voluto raccontare che per me gli elementi importanti di una squadra sono 3. I membri della squadra, che siano i giocatori, l’allenatore, i preparatori o i dirigenti, le relazioni, i rapporti fra i membri della squadra e l’obiettivo. Che questi sono i veri elementi importanti di una squadra, su cui ci si deve concentrare e confrontare, che tutto il resto sono strumenti. Gli allenamenti, le tattiche, le strategie, la fatica, il sudore, l’impegno, la palestra, le risorse, i risultati e gli avversari sono solo strumenti per migliorare i membri della squadra e la loro capacità di agire, di collaborare, di fare tutti insieme.
Avrei voluto raccontare che l’obiettivo non è semplicemente vincere, quello è il risultato del lavoro, ma che l’obiettivo è proprio continuare a migliorare. Migliorare le persone, migliorare come persone e migliorare le capacità di essere gruppo e squadra. Si, per me l’obiettivo di una squadra è quello di migliorare i membri della squadra, di migliorare la loro capacità di lavorare insieme per fare bene, per dare il massimo. Che poi si vinca, si perda, si abbia successo o si fallisca quelli sono solo momenti della vita. Il risultato di una partita, di un campionato sono solo il metro di valutazione del nostro lavoro e del nostro impegno.

La vita non è mai una sola partita, non è mai un solo campionato, ma la vita può essere anche un solo allenamento. Per questo che l’obiettivo è vivere ogni istante della propria Vita mettendo il massimo e il meglio di se in quello che si sta facendo per noi e per gli altri.

Questo ho imparato con la mia squadra a Lurisia. Ho tanti bei ricordi di momenti di successo, ne ho anche alcuni di fallimenti, ma soprattutto ho tantissimi ricordi di stupendi momenti di collaborazione, dove tutti abbiamo dato e messo il massimo. Dove eravamo una cosa sola, molto più bella, grande e potente della semplice somma di noi singoli.

È proprio li, in quei momenti che ho sentito l’energia più forte, dove mi sono sentito più Vivo, quando si sono unite le forze, gli sforzi, di tutti. Quando tutti hanno dato il massimo e il meglio per il bene della squadra.

Credo che un bravo allenatore non sia quello che fa solo vincere la propria squadra, ma sia quello capace di motivare i propri giocatore a mettercela tutta, sempre. Quello che riesce a creare quello spirito di gruppo, quel tutti per uno e uno per tutti. Dove tutti sono importanti, tutti sono essenziali, dove chi vince o perdere è sempre la squadra. Dove tutti mettono il meglio nel proprio ruolo per il bene di tutta la squadra. Dove la cosa più importante è collaborare tutti per vincere.

Credo che questa sia la cosa più importante che devono fare i membri di una squadra perché credo che questa sia la cosa più imporrate che abbiamo bisogno di fare tutti in questo momento della nostra umanità. Dobbiamo collaborare tutti per costruire un futuro di speranza e migliore per noi e per le generazioni future.

Avrei voluto ringrazia queste persone perché con il loro lavoro, la loro fatica, la loro energia aiutano i ragazzi e tutti i membri della squadra ad allenarsi per quella che è la Vita. A essere membri di valore della Società.

Grazie Giobbe, scusa Giobbe.

Grazie Vita! Ti Amo Vita!

ps: spero Giobbe mi perdoni per aver rubato la foto dalla loro pagina FB

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