18mq Feliciani Il Mio Manuale di Vita

Accetto, accolgo, mi adatto, mi allineo e vivo (cioè la vita è come fare surf, la capacità è cavalcare, assecondare l’onda, qualsiasi onda, ovunque ti porti)

Ok, aspetto. Non posso fare altro, quando si saprà, decideremo, faremo. Sono allenato, 10 anni. Su, giù, su, giù. Su. Aspetti, credi, preghi, ami. AMI. Vivi, ti affidi. Tutto il resto sarebbe stupido, sarebbe quello che non vuoi, sarebbe non vivere. Sarebbe sprecare energie, sarebbe sprecare tempo. Sto bene e questo è quello che conta, per il resto accetto, accolgo, mi adatto, mi allineo e VIVO.

Sto meglio, sto bene. Ogni tanto qualche fastidio alla schiena ma niente rispetto ai dolori di settimana scorsa. Sto bene, e mi adatto, mi allineo. E poi tutta l’energia e l’amore delle persone, è forza, è vita.

Mi adatto perché settimana scorsa mi hanno messo uno stent, un tubicino che collega il rene alla vescica. Mi adatto perché con lo stent è come essere una gestante al 8° mese, pipi ogni 20 minuti con capacità di resistenza pari a zero. Ieri sono andato in macchina a Castellanza, 260 km e 3 ore andata e altrettanto il ritorno. Bene, ho accettato, ho accolto, mi sono adattato, mi sono allineato e ho agito. Ogni area di servizio era mia. Prevenivo e speravo che non ci fossero code o intoppi.

Lo so, il problema dello stent è una stupidata, ci sono persone, molte persone, che sono costrette ad adattarsi a cose molto più difficile e invasive rispetto a uno stent. Persone che sono costrette ad adattare la loro vita, la vita dei loro cari, a problemi di salute, di lavoro, di soldi, di relazioni. A loro tutto il mio affetto ed energia. Lo so, è poco.

Esco dall’ennesimo bagno dell’ennesima area di servizio, sono demoralizzato. Non ho voglia, è la terza volta che mi fermo, e anche questa volta sono arrivato al limite. Altri 5 minuti e… non voglio pensarci. Sono demoralizzato, penso a come farò. Viaggio spesso, viaggio sempre, e poi se sono in una riunione? Se sto parlando in pubblico? Come faccio, cosa faccio. Mi sembra un problema enorme. Ma poi.

Ma poi arriva il pensiero, la considerazione, ma poi fortunatamente capisco. “Ti adatterai, imparerai e ti organizzerai. Cosa vuoi che sia, sei vivo e puoi fare comunque un sacco di cose. A quante cose ti sei adattato, a quante cose ci dobbiamo adattare. Questa è la vita. L’importante è essere vivo”. Beh, dieci anni di allenamento mentale serviranno bene a qualche cosa.

Venticinque anni fa, Milano, Corso Genova. Cammino verso l’università. Mattina, una mattina d’inverno a Milano. Grigio, umido, freddo, il cielo cupo. “Cosa è la vita?”, una delle mie solite domante, una delle mie solite pippe mentali. Cammino, passo dopo passo. Incrocio dopo incrocio. Pensiero dopo pensiero. Questa mattina la domanda è “Ma cosa è la vita? Cosa vuol dire vivere?”. Penso, rifletto. “Forse la vita è come il mare, certe volte piatto, altre volte in tempesta. Imprevedibile. È lui che decide, è lui che comanda e ti porta. Ok, forse questa è la vita, imprevedibile, forte, più forte. Una vita che può essere calma o agitata, che ti spinge alla deriva o verso riva. E io cosa posso fare, come posso vivere? Cavalcando le onde di questo mare, di questa vita, il meglio possibile, accettando e sfruttando la loro energia. Come un bravo surfista. Cercando di stare in piede, e se poi cadi, accetti, cerchi la prossima onda e risali sulla tavola. L’importante è non stare troppo tempo in acqua, l’importante è non aspettare troppo altrimenti geli. Altrimenti non vivi. L’importante è sapere, accettare, che l’onda perfetta per te non esiste, che però un’onda per te da cavalcare c’è sempre. L’importante è capire che non devi contrastare l’onda, tanto è più forte, è immensamente più forte. Inesorabilmente più forte. Se la contrasti cadi, ti affatichi, perdi le energie. Se la contrasti, se la combatti, perdi. Se contrasti l’onda non ti diverti, non vai da nessuna parte. Non vivi. La capacità del surfista è accettare la sua onda, è amare la sua onda. Qualsiasi sia. La capacità del surfista è accogliere l’onda con tutta la sua energia. È allinearsi alla sua energia e cavalcarla al massimo e al meglio. Ogni giorno, ogni onda, imparando e cercando di farlo meglio. Ogni onda, ogni giorno. La vita è come fare surf.”

Adesso la mia onda è questa, è anche lei energia. Non so dove mi porterà, ma so che l’unica cosa giusta da fare è cavalcarla al meglio e al massimo possibile, indossando, ovviamente, il mio miglior sorriso!

Grazie Vita! Ti Amo Vita!

Se poi non sei solo a fare surf, se poi c’è anche qualcuno che tifa per te, è tutto più bello!

ps: Lo sapevate che quest’anno in Italia sono stati venduti più pannoloni per adulti che pannolini per bambini.

4 commenti su “Accetto, accolgo, mi adatto, mi allineo e vivo (cioè la vita è come fare surf, la capacità è cavalcare, assecondare l’onda, qualsiasi onda, ovunque ti porti)

  1. Margherita Lanza

    È l’unica cosa da fare, accettare, vivere cercando costantemente un’alternativa, un riaggiustamento. E poi, parlarne. Così non si resta soli ed e’ più facile trovare il nostro “nuovo posto” e “ nuovo modo” di VIVERE!
    NOI stiamo vivendo così da 40 anni, ormai, quando le previsioni iniziali erano: 2-10 anni massimo, naturalmente e solamente col benvolere di Dio.
    VIVIAMO!

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  2. Pistola, facciamo un libro con i tuoi pensieri , sono bellissimi …💚

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  3. Hai la grande capacità di commuovere ovvero muovere insieme. Il tuo sentire diventa il mio sentire in modo naturale ed immediato. Questo succede solo quando quello che dici è profondamente vero. Grazie!

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