18mq Economia Umana Feliciani Il Mio Manuale di Vita

Odio, paura e il mio antidoto

Ho tempo, sono seduto col pc davanti. Prima un giretto su FB, poi su LinkedIn, poi ancora su FB, poi Instagram sul telefono e poi ricomincio il giro. Poi prendo consapevolezza e smetto. Cerco cose di valore, cose da leggere per capire, per capire cosa sta succedendo.

Trovo la prima notizia, una nuova proposta del governo per evitare l’aumento dell’Iva. Le opinioni dei leader dei partiti di governo, le risposte dei leader dell’opposizione. Le prime repliche, poi le repliche alle repliche. L’opinione dell’opinionista, dell’esperto, del giornalista. Incredibilmente sono tutti allineati, tutti allineati che la colpa della crisi di bilancio è degli altri, di quelli di prima, di quelli che non ci sono più, di quelli che non ci sono ancora, di quelli lontani, comunque di altri. I vari leader ci vanno pesante, alcuni molto pesante, si insultano, si arrabbiano, cercano e trovano colpe. Incredibilmente tutti allineati nell’uso dei soggetti, noi i giusti, gli altri gli sbagliati. Più cerco di approfondire, più leggo e seguo il filone e meno trovo riferimenti, analisi, commenti alla nuova proposta, alla ricerca delle cause del problema economico e delle possibili soluzioni. Tutto è diventato una questione di contrapposizione, di noi e loro, di noi i giusti e loro gli sbagliati. Noi i buoni e loro i cattivi. Tutto è diventato conflitto, insulti, divisione e odio. 

Cambio testata, stesso argomento, qui i cattivi sono però diventati i bravi e i bravi sono diventati i cattivi, ma tutto il resto è uguale. Rancore, insulti, odio, conflitto e divisione.

Terza testata, qui tutti sono cattivi, stupidi e brutti, ovviamente tranne chi scrive e chi legge. Anche qui la traccia di una vera analisi del problema e delle possibili soluzioni e flebile, ci prova qualche esperto ma che viene subito deviato nel dare giudizi, non sul problema, ma sui leader che dovrebbero risolverlo. 

Provo le testate straniere, Trump domina. Tutto il resto è uguale. 

Continuo, cerco di non arrendermi, ho tempo. Esco dal circuito classico e continuo a cercare. Non è facile e non trovo tanto. Ci provo ma non trovo.

Ho tempo di leggere, e leggo tante, troppe, parole d’odio, di rancore. Parole che sono insulto, che sono disprezzo. Che sono di divisione, che sono per dividere, per allontanare. Parole di conflitto. Sia da una parte, sia dall’altra. 

Vedo l’esaltazione del noi contro loro che cresce. 

Lo ammetto ed è la mia paura, molte volte, preso nel leggere, nell’ascoltare la mia prima reazione è una risposta uguale contraria. Anche quello che ho scritto sopra è un io e loro. Io il giusto, loro gli sbagliati. La mia paura è agire come loro.

La mia prima reazione è rispondere all’insulto con un insulti. È odiare chi odia. Si questa è la mia paura. Essere come quelli che non voglio essere. Essere quello che non voglio essere. Fomentare anche io il conflitto, la divisione, il dividere. Mi capita di sentire dentro crescere quell’esaltazione del noi contro loro, dell’aver trovato il grande nemico da combattere. La causa dei miei mali. Loro che non sono come me perchè non la pensano come me. 

Viviamo in un mondo del conflitto, degli uni contro gli altri. In un mondo di colpe e non di cause, di condanne e non di soluzioni. Un mondo diviso, divisivo, Dei giusti e degli sbagliati. Un mondo che fomenta il rancore. Che fomenta l’odio. Un mondo paranoico dove pochi si prendono la responsabilità di cercare la soluzione, dove molti cercano i colpevoli da odiare e a cui dare la colpa, condannandoli e perseguendoli.  

Mi spaventa, è un Mondo già visto, già studiato. È un mondo che molte, troppe volte ha portato morte e atrocità. Guerra, sofferenza e genocidi. In tutti i tempi, in tutto il mondo, dove tutto è sempre partito degli uni contro degli altri.

Ho capito che il noi contro loro è l’energia del conflitto. Ho capito che è il dividere a fomentare l’odio che fomenta l’odio. Ho capito che è il noi contro loro, che il voler dividere è la causa del male. (NOTA: l’etimologia della parola “diavolo” è “colui che divide”)

E io? Io ho paura di cadere in quella paranoia dell’io e lui, noi e loro. Quel io e i parenti. Quel noi e il vicino. Noi e il sindaco. Io e il collega, noi e i capi. Noi e l’altro partito. Noi e quelli che mangiano diverso. Noi e quelli dell’altro dialetto, dell’altro colore, dell’altro posto. Dell’altra religione. Noi le vittime, gli altri i nostri carnefici, gli altri il male da combattere. Da eliminare. È già successo, molte volte, tropo volte, e potrebbe succedere ancora.

L’esaltazione del noi conto loro, del nemico da combattere, da odiare. È una sensazione che ho già provato, l’esaltazione del gruppo, del branco. Del noi i buoni e loro i cattivi.

Avevo una divisa, era quasi per gioco, era quasi un gioco. Lo chiamavano Servizio Militare Obbligatorio. Dicevano che ci stavamo addestrando. Era comunque noi contro loro. Me la ricordo quell’esaltazione, quell’energia forte, più forte di me, ero giovane mi ha sconvolto, ma so che potrebbe sconvolgermi ancora. 

Ricordo quella sensazione. Era una simulazione. Faceva caldo, eravamo stanchi sudati, invasati. Tanti anni fa, più di venti. In mano un fucili, vero. Tre fiamme le nostre mostrine. Tre fiamme, il nostro orgoglio. Un bosco. Noi attaccavano, loro difendevano. Anche loro tre fiamme ma di colore diverso. Noi contro loro. Abbiamo conquistato il loro campo. Abbiamo vinto, li abbiamo sconfitti, battuti. Poi l’esaltazione. Mi ricordo quell’energia, quella forza, quella forza più forte. Mi ricordo quel pensiero sulla jeep nel ritorno, quella sensazione, “e se fosse stato tutto vero”. Mi ricordo quel pensiero. Era solo quasi un gioco. Ho capito che quell’esaltazione, dei noi contro loro. Se fosse stato tutto vero, forse, mi avrebbe fatto fare cose atroci. 

Questa consapevolezza mi spaventa. Penso che un giorno potrei essere io la causa dell’odio, della divisione, del male. Mi capita già di sentirmi io e gli altri, noi e loro. Mi capita spesso di dare la colpa dei miei problemi, delle mie mancanze, ad altri. Mi capita già di non prendermi la responsabilità della mia vita. Molto, molto più facile scaricare sugli altri.

Spero che questa mia consapevolezza che anche io potrei essere come loro, questa mia consapevolezza che non siamo diversi, che anche noi siamo loro, possa essere il mio antidoto al diventare fonte di odio, divisione e male.

L’antidoto all’odio è la consapevolezza che siamo tutti uomini. Tutti diversi, ma tutti uomini. Che non esiste il noi e loro, che siamo solo NOI. L’antidoto è la consapevolezza che solo con un NOI di tutti diversi ci potrà tenere lontani da un noi uguali e un loro diversi. Solo quando ci renderemo conto che è proprio l’essere tutti NOI diversi a essere il valore.

Quando riusciremo a valorizzare le nostre diversità e allineare i nostri obiettivi a quello più alto di creare un Mondo Migliore per tutti, allora riusciremo veramente a costruire un Mondo Migliore per tutti.

L’antidoto è nel non cercare colpe, colpevoli da condannare. L’antidoto è nel cercare le cause e lavorare tutti uniti, tutti insieme per eliminare le cause. 

Le grandi sfide sono qui, sono al presente. Il divario economico e sociale, il riscaldamento globale, la mancanza di un futuro a cui guardare con speranza, sono le nostre sfide di oggi.

Potremo superare, vincere queste sfide solo se ci uniremo per farlo, solo se smetteremo di pensare noi e loro, solo se iniziamo a pensare che siamo sempre e solo NOI.

Supereremo queste sfide quando smetteremo di confliggere, di combattere. Supereremo queste sfide quando inizieremo a collaborare, a pensarci come NOI. Ad agire tutti per l’obiettivo comune di costruire un Mondo Migliore! 

Grazie Vita! Ti Amo Vita!

Un commento su “Odio, paura e il mio antidoto

  1. Pingback: Siamo oceano – Alessandro Invernizzi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: