18mq Feliciani Il Mio Manuale di Vita

Due vite troppo giovani si sono spezzate, l’unica cosa che possiamo fare è imparare

Ammassati, il cancello è ancora chiuso. Con me c’è Stefano e Toni. Mancano 10 minuti, i 10 minuti più lunghi della giornata. 5 minuti. Aprono. Finalmente liberi, finalmente è libera uscita. Scappiano, corriamo giù per Via Flaminia. Destinazione il centro.

Il semaforo è rosso, noi siamo tanti e tanta è la nostra voglio di scappare dalla caserma. Qualcuno non resiste e attraversa. Le macchine passano veloci, molto veloci. Prima c’è un rettilineo, e quando il semaforo è vedere, accelerano tutti per non perderlo. È un incrocio pericoloso, molto pericoloso. L’hanno detto anche in caserma.

Mancano pochi minuti, dobbiamo rientrare. È tardi, se ci chiudono fuori sono cazzi. Puniti e addio libera uscita per un bel pò. È già buio, corriamo tutti, il semaforo non lo guarda più nessuno. Dobbiamo attraversare e rientrare. Chi è dietro taglia, scavalca il guard rail e passa dal McDonald’s. Siamo in branda, buon notte.

Conosco quell’incrocio. È l’incrocio della tragedia del 21 dicembre.

Quell’incrocio, quel pezzo di strada. Il dover attraversare Corso Francia. È qualcosa di particolare nella mia memoria. Non so perché, ma è segnato come pericolo. L’altro giorno l’ho riconosciuto subito. Il Conad, il McDonald’s, le macchine che sfrecciano. I negozi sulla strada, la strada quasi nei negozi.

Il 21 è successa una tragedia che ha colpito tutti. Litri di inchiostro e ore di trasmissioni. È sufficiente il nostro cordoglio, il nostro affetto e vicinanza alla vittime, ai parenti? No.

Sono giorni che ci penso, che ci rifletto, che cerco di capire per imparare. Quante volte avrei potuto essere il ragazzo alla guida? Quante volte avrei potuto essere una delle vittima?

Quante volte uso il telefonino mentre guido? Quante volte attraverso dove non posso? Quante volte ho scavalco un guard rail o attraversato con il rosso? Fatto un’inversione a U? Quante volte ho accelerato al giallo? Tante volte, troppe volte. Quante volte ho infranto qualche piccola regola, “ma dai, cosa vuoi che sia, lo fanno tutti, l’ho già fatto tante volte”, mettendo a rischio la mia Vita, la Vita degli altri. Tante volte, troppe volte.

Il 21 è successa una tragedia, sono morte due ragazze e un ragazzo ha segnato per sempre la sua vita. Non doveva succedere, ma è impossibile tornare indietro, è impossibile cancellare.

Di fronte a questa tragedia, di fronte a queste e due vite spezzate, ognuno di noi ha una grande responsabilità. Ognuno di noi ha la responsabilità di imparare da quello che è successo, perché non succeda più. Ognuno di noi ha il dovere di imparare a dare valore alla Vita.

Non possiamo tornare indietro, cancellare quello che è successo, ma possiamo, dobbiamo impara a rispettare e a dare valore alla Vita. La nostra, quella degli altri.

Dobbiamo imparare a non bere quel bicchiere in più se dobbiamo guidare. Ad attraversare sulle strisce e aspettare il verde. A non accelerare col giallo, a non messaggiare se stiamo guidando. Dobbiamo imparare a rispettare i limiti di velocità, i semafori, i segnali. Dobbiamo imparare a rispettare le regole, a rispettare la Vita.

È l’unica cosa giusta da fare per dare valore alle vite che ogni giorno si spezzano troppo presto.

La vita è il dono più prezioso che ci è stato fatto. È nostro dovere prendercene cura. È nostro dovere prenderci cura della nostra di Vita e di quella degli altri.

Ho capito, spero anche di aver imparato!

Grazie Vita! Ti Amo Vita!

Un commento su “Due vite troppo giovani si sono spezzate, l’unica cosa che possiamo fare è imparare

  1. Il semaforo come metafora della vita: rosso “game over”, giallo “ stand by” e verde “ go on”. Dobbiamo saper cogliere i tre colori che ogni giorno l’universo ci pone davanti. Dobbiamo imparare a vedere e non guardare, sentire e non ascoltare. Dobbiamo agire come dei proflilers, individuare gli indizi, anche i più piccoli per poter aggiungere un pezzo nuovo nuovo al puzzle della vita. Senza fretta, smania di arrivare, dobbiamo imparare il rispetto. Prima di tutto per noi stessi perché se non rispettiamo e non amiamo noi stessi, come possiamo rispettare gli altri? Occorre fare uno “stop and go”, riflettere prima di agire e poi dare buon esempio in ogni piccolo gesto.

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: