18mq Feliciani Il Mio Manuale di Vita

L’atto più sostenibile per il nostro futuro è non sprecare

Lo so, lo sappiamo. La grande sfida di questo decennio appena iniziato è rendere il nostro agire sostenibile. La grande sfida è rendere il nostro agire tale da garantire a noi e alle prossime generazioni un futuro di qualità, migliore del nostro presente.

Dobbiamo rendere il nostro agire, il nostro fare, il nostro vivere sostenibile. Sostenibile a livello sociale, ambientale, umano ed economico. Le 4S. Quattro ambiti, tutti importanti e necessari per il nostro futuro, nessuno può essere trascurato o sottovalutato.

Dobbiamo partire da quello sociale, perché solo attraverso la creazione di una società basata sulla collaborazione, sull’unione degli intenti, potremo affrontare in modo veloce e efficace le altre 3 sostenibilità. Dobbiamo iniziare a basare da subito, da adesso, da domani mattina, le nostre relazioni umane sul collaborare e non più sul confliggere.

Dobbiamo iniziare a vedere le altre persone, che sia nostra moglie, nostro marito, il nostro vicino, il nostro collega, il nostro sindaco, come qualcuno che ci può aiutare e possiamo aiutare, e non come qualcuno che ci può togliere e portare via qualche cosa. Non possiamo più rimanere legati al vecchio pensiero di essere al centro del nostro benessere. Mi spiace le cose sono cambiate. Oggi, in questo nuovo decennio, possiamo pensare al nostro benessere, solo se ci collochiamo all’interno di una comunità di valore. All’interno di una comunità basata sulla collaborazione, che sia la nostra famiglia, il nostro condominio, l’azienda per cui lavoriamo, che sia la nostra città, il nostro Paese. Il nostro benessere si realizzerà a pieno solo all’interno di una comunità basata sulla collaborazione.

Il futuro presente è, può e potrà essere basato solo sulla collaborazione. È e potrà essere solo l’unione del nostro agire per un obiettivo più grande. Per l’obiettivo, per lo scopo alla base della vita. Il sopravvive. Dobbiamo unire le nostre differenze, dobbiamo valorizzare le nostre differenze, perché solo così potremo sperare in un Mondo Migliore.

Io ci credo e agirò per questo, per creare una comunità di comunità. L’obiettivo è chiaro, Sopravvive e creare un Mondo Migliore per noi, per i nostri figlie e le generazioni future. Il come anche, collaborare per rendere il nostro agire sostenibile già da subiti, partendo dalle piccole cose del quotidiano, per poi unirci per cambiare le grandi cose, le grandi abitudini. Dal buongiorno col sorriso al nostro vicino e collega, al migliorare le abitudini alimentari e di consumo di tutti, soprattutto della parte fortunata del mondo.

Qui il punto di questo post. Qui forse il punto di tutto. Noi, i fortunati del Mondo, dobbiamo smettere di sprecare.

Noi, i fortunati del Mondo, dobbiamo da subito tornare a dare valore alle cose, che siano piccole o grandi. Dobbiamo ritrovare l’insegnamento più importante dei nostri Nonni. Non dobbiamo sprecare le cose, che sia cibo, vestiti, tecnologia, mobili o qualsiasi altra cose, non dobbiamo sprecare, buttare. È contro quello che ci viene detto ogni giorno da 60 anni, ma se vogliamo garantirci un futuro dobbiamo smettere di sprecare, di comprare e poi buttare per compare altre cose.

Noi, i fortunati del Mondo, buttiamo nella spazzatura ogni giorno un terzo del cibo che abbiamo comperato. Mio nonno mangiava pane nero e cipolle, faceva 20 chilometri in bicicletta per 6 uova. La carne era la festa, polenta e latte, polenta e vino, la normalità.

Scusa nonno, scusate tutti. Avete sofferto, per voi la fame era la normalità. Scusate voi non fortunati del Mondo, per voi la fame è la normalità.

Ho capito, adesso devo imparare. Devo smettere di sprecare. Non solo nel cibo, in tutto. Devo essere più consapevole del mio agire, dell’impatto del mio agire sul Mondo. Su un pianeta con risorse limitate, sull’orlo di una crisi forse di non ritorno. Per questo devo agire da subiti, da adesso. Domani è già tardi.

Ha senso acquistare una macchina che consuma meno con meno emissioni se la mia funziona ancora bene e ha 3 anni di vita? No, l’impatto ambientale per produrre una macchina nuova, anche se più ecologica, e smaltirne una vecchia ha un impatto ambientale sicuramente maggiore.

Ha senso cambiare zaino, giubbotto, scarpe perché quelle nuove sono fatte con materiale riciclato? No, assolutamente no! Buttare via uno zaino, un giubbotto, un paio di scarpe, che non hanno problemi, solo perché quelle nuove riciclate sono più cool, più fighe, più alla moda, che ci etichettano come persone attente all’ambiente è un atto sconsiderato. È il contrario di quello che si dovrebbe fare, non sprecare.

L’atto più intelligente, ecologico, sostenibile è NON SPRECARE!

Il Mondo non lo salviamo differenziando perfettamente i nostri rifiuti, il Mondo lo salviamo facendo meno rifiuti possibili! Come facevano i nostri Nonni, non sprecando niente.

Grazie Vita! Ti Amo Vita!

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