18mq Feliciani

Sono Vivo, e questo è quello che conta

Giornata partita bene, sveglia presto. Alle 7,40 ero già alle Terme. No, non sto ancora “lavorando”, ma uscire di casa, andare alle Terme e stare in quello che prima era casa mia e adesso è il mio ufficio mi aiuta a sentirmi attivo. A sentire che sto riprendendo il ritmo.

Pomeriggio in ospedale, settimana di chemio dei vecchietti, quattro chiacchiere, due risate e due punture. Una per braccio, nelle tendine che fa meno male.
Esco e torno a casa a piedi. 1 chilometro e 30 metri, 12 minuti. Cammino calmo, ho portato le cuffie e ascolto un pò di musica. Qualcuna di San Remo di quest’anno non mi dispiace. Al sole si suda, all’ombra devo alzare il bavero. Do qualche colpo di tosse.

I pensieri sono nel presente, non riesco a portarli nel futuro. Se ci provo, rimbalzano nel passato, cercano la replica di quello che è già stato. Mi perdo perché quel passato non può essere più futuro.

Arrivo a casa, mi sono lasciato prendere dai brutti pensieri. Vedo nero, ho paura. Non è solo la salute, per quella ci sono persone speciali che si prendono cura di me. Tutto il resto. Tremo. Sarà l’effetto della chemio.

Mi butto sulla poltrona, è quella di camera mia di quando avevo 16 anni. Adesso è nello studio della casa nuova. Abbasso il cappuccio della felpa sugli occhi. Cerco il buio, chiudo gli occhi. Mi voglio allontanare da questa realtà. Sono esausto, mi addormento. Sogno, ma non ricordo cosa. Mi sveglio.

Il buio è ancora tutto li, e con lui la paura. Non so di cosa, forse dell’incerto. Sono bloccato, voglio andare a letto, continuare a dormire. Faccio la doccia e mi sdraio sul letto.

Ci provo. Metto la mano destra sul cuore e lo cerco. Cerco il suo battito, il suo ritmo, le sue energie. Eccolo, prima solo un sussulto, poi più forte, poi lo sento sempre più forte. Batte, lo sento, l’ho trovato.

Decido di accogliere la paura, oggi non la combatto. La lascio libera, e lei diventa dolore. Sempre più forte, mi sembra di esplodere. Mi manca il fiato, gli occhi bruciano, vorrei piangere, ma non ci sono più lacrime da tanti anni. Penso ai bambini, ed esplode in tutta la sua durezza. Mi attraversa, la sento. Mille immagini di spavento. Non la trattengo, è energia che si libera.

Sta andando, mi calmo. Si è liberata e sta lasciando spazio ad altro. La mano sempre sul cuore, il ritmo è cambiato. Lo sento. Per ora la paura è andata, si è compiuta. È parte di me, devo imparare ad accettarla. Devo smettere di combatterla, di reprimerla. La paura è segno del mio disagio. La mia paura non è mia nemica, la paura è mia alleata. Devo conoscerla, comprenderla. Capire cosa mi vuole dire, da cosa mi vuole tenere lontano.

Torna un pò di lucidità, torna la mia voglia di felicità. Il mio essere Feliciano. Sorrido, con fatica ma sorrido. La mano è sul cuore.

Sono vivo. Il cuore mi dice quello. Sono Vivo! Una piccola luce che diventa faro.

Il buio si illumina, c’è ancora ma la paura è andata.

Sono Vivo, e questo è quello che conta, tutto il resto lo devo accogliere mettendo il massimo e il meglio in tutto quello che faccio! Devo Amare la mia Vita, altro non ha senso fare.

Grazie Vita! Ti Amo Vita!

2 commenti su “Sono Vivo, e questo è quello che conta

  1. Paola Buda

    Metto una mano sul cuore anche io X esserti vicino caro Ale, Un grande abbraccio.

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  2. Che bello leggerti!!!!😘

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